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Le Torri di Bologna
La Torre degli Asinelli, come quella della Garisenda, deve il suo nome alla tradizione, che la volle edificata dalla famiglia nobile degli Asinelli. In realtà si trattava di una torre di difesa e avvistamento, costruita nei primi decenni del XII secolo, e i bolognesi di allora fecero le cose in grande: è alta 97,6 metri, e se ne sta ancora tranquillamente in piedi nonostante i quasi novecento anni d'età. Il pubblico può raggiungerne la cima salendo un'infernale e interminabile scalinata, e si dice che da quel punto, nelle giornate più limpide, si possano scorgere le Alpi e il mar Adriatico.
Alta 48,16 metri, la torre della Garisenda non fu mai completata a causa di un cedimento del terreno sottostante. Anzi, nel XIV secolo fu addirittura abbassata perché minacciava di crollare. Il nome deriva dalla tradizione, che vuole la torre edificata dalla famiglia nobile dei Garisenda; in realtà si trattava di una costruzione destinata all'avvistamento e alla difesa. La chiesa che vedete spuntare sulla destra è la seicentesca Basilica di San Bartolomeo, mentre ancora più a destra potremmo vedere la Torre degli Asinelli. La torre della Garisenda era già famosa ai tempi di Dante, come testimoniano questi versi della Divina Commedia (Inferno, canto XXXI), riportati sul lato posteriore della torre: Qual pare a riguardar la Carisenda, Sotto il chinato quando un nuvol vada Sovr'essa sì ch'ella in contrario penda: Tal parve Anteo a me che stava a bada Di vederlo chinare... |
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