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Palazzo di Minosse (Palazzo di Cnosso)
Il grande Palazzo di Cnosso, il più importante sito archeologico dell'età
del bronzo, sorge nella parte centrale dell'isola di Creta, a 4 km dal mare
e da Iraklion, sul fiume Katsaba (antico
Kairatos). Come gli altri palazzi della Creta minoica, anche quello di
Cnosso costituiva il centro politico, religioso ed economico dell'impero
marittimo minoico e possedeva inoltre un carattere sacro. Il palazzo
ricopriva una superficie di 22.000 mq, era a più piani e a pianta molto
complessa ed intricata. Fu edificato sopra le rovine di un più antico
palazzo, costruito attorno al 2000 AC e distrutto probabilmente da un grande
terremoto, dovuto alla catastrofica eruzione vulcanica di Thera, l'odierna
isola di Santorini, forse nel 1628 AC. [1] il Il "secondo palazzo" fu
costruito all'inizio del XVI secolo AC.
Il palazzo di Cnosso è legato ad antiche leggende della Grecia classica (Minosse
e il Labirinto costruito da
Dedalo, Teseo
e il Minotauro).
Storia degli scavi
Da molti anni era noto che in quest'area si dovesse trovare una città di
nome Cnosso. Infatti, gli abitanti della regione, coltivando i loro campi
trovavano spesso degli oggetti antichi. Il primo ad intraprendere gli scavi
fu Minos Kalokairinos, un amatore, commerciante di Eraclion, che nel 1878
scoprì due dei magazzini del palazzo. I turchi, padroni del terreno, lo
costrinsero a fermare le ricerche. Fallirono pure i tentativi di Heinrich
Schliemann nel comprare la collina di "Kefala" a causa delle eccessive
pretese dei turchi.
La fortuna aiutò invece Sir Arthur Evans, archeologo e in quel periodo
direttore dell'Ashmolean Museum di Oxford, che incominciò scavi sistematici
nel 1900, seguito dal suo assistente, l'archeologo inglese D. Mackenzie, che
teneva anche il diario di scavo, dopo la proclamazione dell'autonomia
dell'isola. Verso la fine del 1903 quasi tutto il palazzo era scoperto e la
ricerca procedette nei dintorni. Evans continuò così fino al 1931, con un
interruzione durante la prima guerra mondiale. Più tardi pubblicò la sua
opera The Places of Minos at Knossos, in quattro volumi.
Fin dall'inizio i monumenti scoperti avevano bisogno di restauro. Così certe
parti del palazzo sono state restaurate e in questi lavori fu usato il
cemento armato in abbondanza. Le parti che corrispondevano a costruzioni in
legno furono all'inizio dipinte in giallo (oggi il colore giallo è
sostituito). Inoltre, copie dei meravigliosi affreschi trovati durante gli
scavi sono state collocate ai posti originali. Questo metodo di restauro è
stato criticato da molti a causa dell'utilizzo di materiali estranei
all'architettura minoica. Altri scienziati hanno contestato certi risultati
di Evans. A parte tutto ciò, la intuizione, l'immaginazione creativa e la
profonda conoscenza scientifica di Evans sono sempre state ammirate. In
grandissima parte si deve a lui la scoperta dello splendore del mondo
minoico, che fino alla sua epoca si rifletteva solo nella mitologia greca.
Dopo la sua morte, gli scavi di Cnosso, che continuano fino a oggi, sono
stati intrapresi dalla Scuola Archeologica Inglese.
Fonte: Wikipedia.org.
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