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Giardini di Boboli
Inizialmente Luca Pitti, appartenente ad una ricca famiglia di mercanti, affidò la costruzione del suo palazzo
al Brunelleschi, che fornì i disegni attorno al 1445. I lavori cominciarono solo nel 1457 sotto la guida di
Luca Fancelli, ma alla morte di Luca Pitti, nel 1473 il palazzo era rimasto ancora incompiuto;
caduti in disgrazia i Pitti, i lavori furono ripresi dai Medici: Eleonora di Toledo, moglie di Cosimo I,
acquistò l’edificio e i terreni retrostanti. Niccolò Pericoli detto il Tribolo, artista prediletto del
duca, intervenì tra il 1500 e il 1592 sul palazzo ampliandone la facciata, erigendo il cortile interno
ed organizzando l’ampio spazio aperto che si raccordava scenograficamente al palazzo in ossequio alla
nuova concezione rinascimentale del giardino. Boboli subì in seguito molte risistemazioni conformemente
al variare del gusto, ma la sua struttura fondamentale rimase sostanzialmente inalterata. Tra i
diversi architetti che alla morte del Tribolo si occuparono del giardino si segnalano le geniali
figure di Bernardo Buontalenti e Bartolomeo Ammannati.
Fonte: Wikipedia.org
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