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Metz
Metz è una città nel nord-est della Francia,
capitale della regione della Lorena e del dipartimento della Mosella (57).
Si trova alla confluenza della Mosella con il fiume Seille.
Storia
In tempi antichi Metz, allora conosciuta con il nome di Divodurum (la città
dal "monte sacro"), era la capitale dei Mediomatrici, tribù celtica il cui
nome, contratto in Mettis, è alle origini dell'attuale nome della città.
Agli inizi dell'era cristiana, il sito era già occupato dai Romani. Metz
divenne una delle città principali della Gallia, più popolata di Lutetia,
ricca per merito delle sue esportazioni di vino e con uno dei più vasti
anfiteatri della regione. All'incrocio di numerose strade militari, ed
essendo anche una città molto ben fortificata, divenne presto di notevole
importanza. Una tra le ultime roccaforti romane ad arrendersi alle tribu
germaniche, fu conquistata da Attila nel 451, e infine passò, verso la fine
del V secolo e attraverso pacifiche negoziazioni, nelle mani dei Franchi.
Teodorico d'Austrasia la scelse come residenza nel 511; il successivo regno
della regina Brunilde donò grande splendore alla città.
Sebbene le prime chiese cristiane siano state trovate all'esterno della
città, l'esistenza all'interno delle mura dell'oratorio di Santo Stefano è
provata fin dal V secolo. All'inizio del VII secolo, i più vecchi edifici
monastici erano quelli di Santa Glossinde e San Pietro. Sotto i Carolingi,
la città conservò la benevolenza dei dominatori, i cui troni di famiglia non
erano lontani; Carlo il Calvo venne incoronato nella Basilica, e qui
Ludovico il Pio e suo figlio Drogo sono sepolti.
Nell'843 Metz divenne la capitale del granducato di Lorena, e vi si tennero
svariati concili e adunanze politiche. Numerosi manoscritti cristiani,
prodotto delle scuole di scrittura e pittura di Metz (ad esempio il famoso
manoscritto "Trier Ada" e il messale di Drogo, ad uso personale di un
vescovo della casa reale) sono prove di vite intellettualmente attive e di
un mecenatismo sontuoso nella Metz carolingia.
Nell'870 la città divenne parte del Regno Franco d'Oriente e appartenne, tra
il 911 e il 925, alla Francia, come parte della Lorena. La crescente
difficoltà dei vescovi nella città aumentò ancora quando Adalberto I
(928-62) ottenne parte dei privilegi spettanti ai conti; fino al XII secolo,
quindi, la storia della città è in pratica identica alla storia dei suoi
Vescovi. Nel 1039 fu costruito uno splendido edificio che prese il posto
della vecchia chiesa di Santo Stefano.
Nel XII secolo cominciarono gli sforzi dei cittadini per liberarsi dalla
dominazione dei vescovi. Nel 1180 per la prima volta i cittadini si
riunirono in una stretta corporazione, e nel 1207 i Tredecem iurati vennero
nominati rappresentanti della municipalità, anche se erano ancora investiti
direttamente dal vescovo. Il prelato aveva anche un'influenza di potenziale
controllo nella selezione dell'ufficiale che presiedeva il comitato dei
consiglieri, apparso per la prima volta nel secolo XI. I 25 rappresentanti
inviati dai vari municipi mantenevano una posizione indipendente: nelle
materie giuridiche essi aiutavano i Tredecem iurati e formavano l'elemento
democratico del sistema di governo. Le altre autorità municipali venivano
scelte dall'aristocrazia della città, ad esempio dalle cinque associazioni i
cui membri erano scelti da famiglie ricche per proteggere gli interessi dei
loro congiunti. L'altro corpo di rappresentanti, definiti una comune,
apparve già dal 1297 ed era composto dal doppio dei membri che avevano i
precedenti cinque "parlamenti". Facendo causa comune, le unioni delle
famiglie più vecchie della città e la comune trovarono vantaggioso
accrescere gradualmente i poteri della città in opposizione a quelli dei
vescovi, e anche mantenere il controllo del governo della municipalità
completamente nelle loro mani e al di fuori di quelle dei crescenti
consorzi: in questo modo fino al XVI secolo Metz rimase una organizzazione
puramente aristocratica. Nel 1300 questi gruppi si guadagnarono il diritto
di essere eletti a capo consigliere comunale, durante il XIV secolo
ottennero il diritto di eleggere i Tredecem iurati, mentre dal 1383 poterono
coniare monete. I consorzi, che durante il XIV secolo avevano raggiunto una
grande indipendenza, vennero completamente soppressi (1383): nel (1405)
l'ultimo tentativo degli artigiani di impossessarsi, con la rivolta, del
governo della città fu soffocato nel sangue.
La città dovette spesso lottare per difendere la propria libertà; nel
periodo 1324-27 contro i Duchi del Lussemburgo e Lorena, come anche contro
l'arcivescovo di Trier; nel 1363 e 1365 contro la banda di mercenari inglesi
comandati da Arnoldo di Cervola, nel XV secolo contro la Francia e i duchi
di Borgogna, che cercarono di annettere Metz ai loro territori o quantomeno
di esercitarvi un protettorato. Nonostante mantenesse la propria
indipendenza, anche se ad alto costo, e rimanesse, almeno esteriormente,
parte dell'Impero Germanico, i cui governanti si preoccupavano comunque
abbastanza poco di questa importante roccaforte di frontiera. Carlo IV nel
1354 e nel 1356 tenne svariate diete nella città, durante l'ultima delle
quali venne promulgato il famoso statuto conosciuto come Bulla Aurea. La
città sentiva comunque di occupare una posizione quasi di indipendenza tra
la Francia e la Germania, e voleva più che altro cercare di evadere dagli
obblighi di tasse a favore dell'Impero e la possibilità di partecipare alle
diete. L'allontanamento tra Metz e gli stati germanici divenne sempre più
evidente, e si giunse a una situazione per cui, durante le rivolte religiose
e politiche del 1552 Metz si venne a trovare nel mezzo della guerra tra
Carlo V e i principi insorti. Con un accordo dei principi tedeschi, Moritz
di Sassonia, Guglielmo d'Hesse, Johann Albrecht di Meclemburgo e Giorgio
Federico di Brandeburgo, con Enrico II di Francia, ratificato dal re
francese a Chambord (15 gennaio), Metz venne ufficialmente trasferita alla
Francia, le porte della città vennero aperte 3 mesi dopo, ed Enrico prese
possesso della città come vicarius sacri imperii et urbis protector. Il duca
di Guise, comandante della guarnigione, restaurò le vecchie fortificazioni e
ne aggiunse di nuove, riuscendo con successo a resistere agli attacchi
dell'imperatore da ottobre a dicembre 1552; Metz rimase così francese. Il
riconoscimento dell'Impero della resa di Metz alla Francia arrivò alla
conclusione della pace di Westfalia. Con la costruzione della cittadella
(1555-62) il nuovo governo si difese dai cittadini, scontentati dallo
svolgersi degli eventi. Presto avvennero importanti modifiche interne. Al
posto del precedente governo, c'era l'autorità del re di Francia, il cui
rappresentante era il governatore. Il capo consigliere comunale, adesso
scelto dal governatore, venne rimpiazzato (1640) da un Maggiore reale. Gli
stessi consiglieri erano scelti dal governo nel totale dei residenti; nel
1633 la giurisdizione passò al Parlamento. I poteri dei Tredecem jurati
furono ridotti, fino alla totale abolizione nel 1634, e rimpiazzati dal
castaldo reale.
Tra le città della Lorena, Metz ebbe una posizione preminente durante il
possesso francese per due ragioni. In primo luogo, divenne una tra le più
importanti fortezze grazie al lavoro di Vauban (1674) e Cormontaigne (1730),
secondariamente divenne la capitale del potere temporale delle tre diocesi
di Metz, Toul e Verdun, che la Francia aveva confiscato (1552) e, dopo la
pace di Westfalia, mantenuto. Nel 1633 fu creata per questa "provincia dei
tre vescovi" (anche detta "Généralité des trois évêchés" o "intendenza di
Metz") una suprema corte di giustizia e d'amministrazione, il Parlamento di
Metz. Nel 1681 la Camera Reale, il cui dovere era di decidere quale feudo
appartenesse alle tre diocesi che Luigi XIV reclamava per la Francia, venne
aggiunta a questo Parlamento, che durò, attraversando anche un temporaneo
scioglimento (1771-75), fino all'accomodamento finale dell'Assemblea
Nazionale nel 1789, a cui seguì la divisione del territorio in dipartimenti
e distretti. Metz divenne, in quell'occasione, capitale del dipartimento
della Mosella, creato nel 1790. La rivoluzione portò grande scompiglio nella
città. Nelle campagne del 1814 e 1815 gli eserciti alleati assediarono due
volte la città, senza riuscire a prenderla. Durante la guerra
franco-prussiana del 1870-71 Metz fu la sede dei corpi della terza armata
francese al comando di Bazaine. Egli stesso, dopo le battaglie di Colombey,
Marx-la-Tour e Gravelotte fu assediato nella città. L'esercito tedesco
d'assalto era comandato dal principe Federico Carlo di Prussia: dal momento
che le poche sortite della guarnigione furono incapaci di rompere le linee
tedesche, Metz fu costretta ad arrendersi (27 ottobre), col risultato che
6000 ufficiali francesi e 170000 uomini furono fatti prigionieri.
Con il Trattato di Francoforte nel 1871, Metz divenne città tedesca, e
furono costruiti una guarnigione più importante e una fortezza più sicura.
Nonostante la partenza di molti abitanti che si trasferirono in Francia per
evitare di vivere sotto il dominio tedesco, Metz si espanse e si trasformò
durante il periodo del giogo tedesco. Le fortificazioni a sud e a est
vennero abbattute nel 1898, assicurando spazio per la crescita e lo
sviluppo. Ci sono comunque ancora in città grandi edifici neo-romanici
tipici dell'impero tedesco.
In seguito all'armistizio con la Germania che concluse la prima guerra
mondiale, l'esercito francese entrò a Metz nel novembre 1918 con grande
felicità della popolazione, che era sempre rimasta legata alla Francia, e la
città fu resa alla Francia con il Trattato di Versailles nel 1919.
Metz venne nuovamente annessa alla Germania tra il 1940 e il 1944 durante la
seconda guerra mondiale, per esser poi liberata nel novembre 1944 dagli
eserciti francese e americano.
Al giorno d'oggi, l'importanza militare della città è molto diminuita, e è
stata diversificata la base economica. L'espansione è comunque proseguita
nei decenni recenti nonostante la crisi economica che ha colpito il resto
della Lorena.
Link
www.mairie-metz.fr
www.fcmetz.com
www.univ-metz.fr
www.metz-nancy-lorraine.aeroport.fr
www.enim.fr
Fonte: Wikipedia.org.
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