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Lanterna di Genova:
è il monumento simbolo di Genova. Unico faro ad identificare una città, alto 76 metri, è costituito da una torre su due
ordini di sezione quadrata, costruita in pietra naturale delle cave di Carignano, con terrazza aggettante alla sommità
sia del primo che del secondo ordine.
Inquadramento urbanistico:
il porto di Genova si è sviluppato all'interno di una insenatura naturale delimitata ad est dalla collina di Castello,
e ad ovest dalla collina di Promontorio.
Sul sito di Castello si sviluppò, dall'VIII° secolo A.C., un insediamento abitativo che, nella sottostante baia del
Mandraccio, trovava un porto naturale, protetto dai venti, che consentiva traffici via mare.
La città di Genova si sviluppò attorno alla collina di Castello, spingendosi via
via verso ponente; il porto naturale venne protetto dal "molo vecchio"; solo alla fine del 1500 l'intera
insenatura naturale venne protetta con la costruzione del "molo nuovo", che partiva dalla collina di Promontorio,
in corrispondenza della Lanterna, con direzione ovest/est.
Sulla punta della collina di Promontorio sorse la Lanterna, e per questo la
collina venne chiamata anche "di capo di Faro", o di San Benigno, dal nome
del convento che vi sorgeva. La Lanterna si presentava quindi lontano dall'abitato storico, e solo nel XVII°
secolo venne inglobata nella cosiddetta "cerchia seicentesca", la poderosa cerchia di mura lunga quasi diciannove
chilometri attorno alla città, ancora oggi in gran parte esistente.
La Storia
Secondo alcune fonti non ufficiali, la prima torre fu edificata nel 1128,
alta poco meno dell'esistente, con una struttura architettonica simile
all'attuale, ma con tre tronchi merlati sovrapposti.
Dal 1316 la Lanterna di Genova da semplice torre di guardia assunse anche la funzione di faro: sino a quel momento
il faro era identificato dal falò, alimentato a legna, erica o ginestra che si accendeva sull'estremità rocciosa del
promontorio, che prese così la denominazione di Capo Faro. Nel 1318, durante la guerra tra Guelfi e Ghibellini
la torre subì rilevanti danni alle fondamenta ad opera della fazione
ghibellina; nel 1321 vennero effettuati lavori di consolidamento e venne
scavato un fossato allo scopo di renderla meglio difendibile. La prima
lanterna venne installata nel 1326; la lucerna era alimentata ad olio di
oliva. Al meglio identificare la lanterna con la città, nel 1340 venne dipinto alla sommità della torre inferiore lo stemma
del comune di Genova.
Attorno al 1400 la torre venne adibita anche a prigione ove sarebbero stati rinchiusi, come ostaggi per cinque anni, il
re di Cipro, Giacomo di Lusignano e la moglie che, tra quelle mura, diede alla luce il figlioletto Giano;
nel 1405 sulla sommità della cupola della lanterna vennero posti un pesce ed una croce di metallo dorato, simbolo di
cristianità e ciò in quanto i guardiani del faro erano a quell'epoca Sacerdoti.
Nell'assedio alla Briglia - forte fatto costruire dal re Luigi XII durante la dominazione francese su Genova, ubicato
sullo stesso colle dove sorgeva la torre del faro - la Lanterna venne centrata dai colpi di bombarda sparati dagli insorti
genovesi e rovinò a terra unitamente alla parte superiore della seconda torre. Per trenta anni la bella torre rimase monca
e la sua brillante luce non fu più di aiuto ai naviganti. Solo nel 1543 la torre venne ricostruita e fu posta in opera
una nuova lanterna sulla cui cupola spiccava quale ornamento un croce dorata. La nuova cupola era costruita con doghe di
legno di rovere e ricoperta con fogli di rame e di piombo fermati con ben seicento chiodi di rame. Fu quella occasione che
la lanterna assunse il suo aspetto definitivo, legato stilisticamente al mondo rinascimentale applicando ai plinti di
coronamento mensole aggettanti. Per l'occasione fu posta alla sommità della prima torre all'interno del ballatoio una
targa a memoria della ricostruzione.
Nel 1565 si ritornò a lavorare sulla cupola per renderla stagna e nel 1681 si ricostruì la cupola con legno di castagno
selvatico calafatando il tutto con pesce e stoppa e ricoprendola con fogli di piombo stagnati ai bordi sovrapposti. Nel
1684 durante i bombardamento di Genova ordinato dall'Ammiraglio francese Seignelai per ordine di re Luigi XVI,
un colpo centrava la cupola distruggendone l'intera vetrata, che venne
provvisoriamente ricostruita e nel 1692, la vetrata venne modifica
aggiungendovi un nuovo ordine di vetri. A seguito dei ripetuti danni causati
dai fulmini e dagli avvenimenti bellici nel 1771 la torre venne incatenata a
mezzo di chiavarde e di tiranti che ancora oggi sono visibili all'interno.
Nel 1778 venne dotata di impianto parafulmine e nel 1791 vennero effettuati alla base della prima torre, lavori di
consolidamento per renderla più stabile.
Dopo le lampade di metallo o di vetro a stoppino senza riflettore prima e con riflettore metallico poi, nel 1840
venne posta in opera una ottica rotante su carro a ruote con lente di Fresnel. L'accensione del fuoco, ancora ad olio
di oliva, con la nuova ottica avvenne il 15 gennaio 1841. L'impianto si componeva di una lanterna del diametro di 4 mt.,
di forma dodecagonale
a 4 ordini di cristalli piani sul lato verso mare mentre la parte verso
monte, nel settore fra 110° e 290° era oscurata con lamiere di rame di forma
circolare. Le principali caratteristiche della lanterna erano: luce bianca
fissa con portata fino a 15 miglia a cui erano sovrapposti splendori
intervallali di 1 minuto visibili fino a 20 miglia circa. L'apparato a riflettori metallici, in opera nella Lanterna dal 1841,
venne sostituto con un sistema ottico composto da otto pannelli lenticolari
che con la sorgerne luminosa alimentata con olio di oliva, fece aumentare di
miglia 3.7 la portata luminosa del faro. Nei 1913 il sistema ottico a
pannelli venne sostituito con una nuova ottica rotante sospesa in bagno di
mercurio e avente un diametro di 1840 mm. La sorgente luminosa posizionata nel fuoco dell'ottica, ancora a vapori di
petrolio fu potenziata a 520.000 candele decimali. La rotazione dell'ottica era ottenuta da un congegno ad orologeria e
peso motore con autonomia di carica di 5 ore. Tale impianto senza ulteriori modifiche restò in servizio fino al 1936,quando il faro, in seguito all'elettrificazione, venne dotato di sorgente ad incandescenza con potenza luminosa 745.000 candele decimali, che aumentò la potenza luminosa a 33,3 mgl.
La Provincia di Genova, di recente ha ritenuto necessario ampliare le motivazioni di interesse per le visite al faro,
utilizzando le fortificazioni che si trovano alla base del monumento. Si tratta delle superstiti fortificazioni sabaude (periodo 1830 circa) che costituivano sede della guarnigione di presidio della "porta della lanterna" attraverso la quale si accedeva a Genova, da ponente.
Le Fortificazioni, per la loro qualità architettonica ed il fascino degli interni, diverranno, prima di tutto, un museo
di se stesse; al loro interno è in corso di allestimento un museo un po' anomalo: non conterrà oggetti, come di solito
avviene nei musei, ma "storie": racconti e testimonianze su Genova e la sua provincia, vista attraverso la storia,
l'immagine, il gusto; otto ore di filmati "pillola", gestiti da computers che consentiranno una programmazione sempre
nuova sugli oltre quaranta schermi distribuiti nelle varie sale; il visitatore si troverà di fronte ad un gigantesco
"spot" su Genova e sul territorio circostante, formato però di un numero enorme di tasselli sempre variabili, che gli
consentiranno di ricostruire un'idea personale di Genova e provincia, invitandolo a visitare di persone quanto ha
visto sugli schermi.
fonte: http://www.provincia.genova.it
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