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Miami
Miami è un'importante città degli Stati Uniti, situata sulla costa
sud-orientale dello stato della Florida. Miami e l'area urbana che la
circonda si trova tra il fiume Miami, la baia di Biscayne, le Everglades e
l'Oceano Atlantico. Considerando unicamente il numero di abitanti che si
trovano all'interno dei suoi confini amministrativi, è la seconda città
della Florida, ma l'area urbana nel suo complesso è di gran lunga la più
popolata dello stato. Miami è il capoluogo ed il principale centro della
contea di Miami-Dade.
Miami fu fondata ufficialmente come città il 28 luglio 1896, con una
popolazione di circa 400 abitanti. Nel 1940 vi risiedevano già 172.172
persone. Secondo il censimento del 2000, la città aveva una popolazione di
362.470 abitanti, mentre la vasta area metropolitana ne contava in totale
oltre 5 milioni. Nel 2005, la popolazione registrata dall'U.S. Census Bureau
è salita a 382.894 abitanti.
L'esplosione demografica di Miami negli ultimi anni è stata determinata
dall'immigrazione, sia dall'estero che da altre città degli Stati Uniti. A
Miami sono presenti molte etnie ed è forte l'influenza delle grandi comunità
latino-americane e caraibiche di lingua spagnola e creola.
L'importanza della regione come centro finanziario e culturale
internazionale ha elevato Miami alla condizione di World City. Essendo uno
snodo dei legami culturali e linguistici tra Nord America, Sud America e
Caraibi viene anche chiamata "la capitale delle Americhe".
Due vascelli della Marina degli Stati Uniti sono stati denominati USS Miami,
in onore alla città.
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Miami e la droga
Negli anni '80, Miami si è trasformata nel più grande punto di transito
della cocaina proveniente dalla Colombia, dalla Bolivia e dal Perù. Di
nuovo, la geografia ha svolto un ruolo importante: Miami era il porto degli
Stati Uniti più vicino ai paesi produttori e la fece diventare la meta più
logica per i narcotrafficanti.
L'industria della droga introdusse miliardi di dollari a Miami, che furono
reinvestiti rapidamente nell'economia locale. Autosaloni di lusso, hotel a
cinque stelle, condomini residenziali, nightclubs alla moda ed altri segni
di ricchezza apparirono ovunque in città. Con il denaro, arrivò un'ondata di
crimini violenti che durò per tutti gli anni '90 e che solo all'inizio del
ventunesimo secolo è cominciata a diminuire. Un ispirazione cinematografica
classica è il film del 1983, Scarface.
La popolare serie televisiva Miami Vice, che aveva per protagonisti due
agenti infiltrati della narcotici della polizia di Miami, ha reso l'immagine
della città il paradiso tropicale più glamour d'America. Il successo della
serie ha cominciato a ridisegnare l'industria dell'intrattenimento a Miami e
la città rimane un esempio nella moda, nel cinema e nella musica.
Negli anni '90, vari fatti di cronaca hanno avuto per protagonista la
Florida del sud: guerre alla droga, rapine ed omicidi a danno dei turisti,
l'uragano Andrew, l'assassinio di Gianni Versace e nel 2003 le trattative
per la costituzione dell'FTAA (Zona di libero scambio delle Americhe).
Storia antica di Miami
L'origine della parola Miami è incerta. Una delle possibili radici potrebbe
essere un'espressione dei nativi americani per indicare l'acqua dolce. La
zona è, infatti, ricca d'acqua. Un'altra teoria è che il nome provenga dal
lago Mayaimi (ora denominato Lago Okeechobee, che significa l'acqua grande),
chiamato così per la tribù Mayaimi, che un tempo abitava sulle sue rive.
I nativi americani occuparono la regione di Miami circa 10.000 anni fa e
negli anni della colonizzazione europea, con la tribù Tequesta,
controllarono la parte più meridionale della Florida. Ponce de Leon fu
tentato inizialmente di occupare la zona intorno al 1500, ma i suoi uomini
non poterono difendere il territorio contro i bellicosi nativi, di
conseguenza si spostarono a nord in una zona più scarsamente popolata. Per
la maggior parte del primo periodo coloniale, la zona di Miami fu visitata
soltanto occasionalmente dagli Europei.
L'insediamento americano
Nel 1566 Pedro Menendez de Avilés ed i suoi uomini riuscirono a stabilire un
insediamento nel territorio dei Tequesta e l'anno successivo costruirono una
missione alla foce del fiume Miami. Nel 1743 gli spagnoli costruirono un
forte e molti coloni edificarono le loro case e fattorie lungo il corso del
Miami e sulla Biscayne Bay.
Durante gli anni successivi molti avventurieri dalle Bahamas furono attirati
nella Florida del sud dalla caccia ai tesori delle navi che affondavano
lungo la barriera corallina delle Isole Keys e della costa.
Contemporaneamente dal nord arrivarono gli indiani Seminole.
Nel 1830, Richard Fitzpatrick acquistò la terra sul fiume Miami ed impiantò
con successo una piantagione in cui coltivò canna da zucchero, banani, mais
e vari tipi di frutta tropicale. Fort Dallas fu costruito nella piantagione
di Fitzpatrick nella parte nord del fiume. Miami si trasformò in una zona di
guerra durante la Seconda Guerra Seminole e molti dei residenti non indiani
erano i soldati di stanza a Fort Dallas. Fu la guerra indiana più devastante
nella storia americana e causò la perdita quasi totale della popolazione.
Dopo che nel 1842 la Seconda Guerra Seminole si concluse, il nipote di
Fitzpatrick, William English, ristabilì la piantagione a Miami, pianificò di
costruire il villaggio di Miami sulla riva sud del fiume e riuscì a vendere
molti lotti di terreno. La Terza Guerra Seminole (1855-1858) non fu
distruttiva quanto la seconda, nondimeno rallentò lo sviluppo della Florida
sudorientale. Alla conclusione della guerra, alcuni dei soldati si
stabilirono a Miami, mentre i Seminole rimasero nelle Everglades. Nel 1890,
soltanto una manciata di famiglie aveva fatto di Miami la propria casa.
Nel 1891 Julia Tuttle, una ricca donna di Cleveland, acquistò una vasta
piantagione di agrumi nella zona e cercò di convincere il magnate delle
ferrovie Henry Flagler, ad espandere la sua linea ferroviaria, la Florida
East Coast Railroad, verso sud, ma questi rifiutò l'offerta. Nel 1894,
tuttavia, la Florida fu colpita da un rigido inverno, che distrusse tutti i
raccolti di agrumi nella parte nord dello Stato. Fortunatamente Miami fu
risparmiata e gli agrumi della signora Tuttle si trasformarono negli unici
reperibili sul mercato quell'anno. Scrisse di nuovo a Flagler, persaudendolo
a visitare la zona: alla fine del suo primo giorno di visita giunse alla
conclusione che Miami era pronta per espandersi.
Inizialmente molti cittadini volevano chiamare la città Flager, ma Henry
Flager li convinse che non avrebbe dovuto chiamarsi con il suo nome. Così il
28 luglio 1896, fu fondata la città di Miami con 444 abitanti (243 di cui
erano bianchi e 181 neri). Nel 1900 la popolazione era salita a 1.681
persone, nel 1910 a 5.471 e nel 1920 a 29.549.
Lo sviluppo iniziale
Lo sviluppo di Miami fino alla Seconda Guerra Mondiale fu esponenziale:
all'inizio degli anni '20, le autorità legalizzarono il gioco d'azzardo e
non applicarono mai troppo rigidamente il Proibizionismo, questo fece si che
migliaia di persone emigrassero a Miami dal nord degli Stati Uniti,
generando una crescita nell'edilizia che non aveva precedenti. Alcuni
edifici furono rasi al suolo dopo meno di dieci anni dalla loro costruzione
per far posto a nuove e più grandi opere architettoniche. Questo boom
speculativo e la realizzazione di nuove strutture iniziò a rallentare quando
la quantità di materiale da costruzione causò il sovraccarico del sistema di
trasporto locale. A volte le navi da carico finivano in secca, bloccando il
porto. Alla fine il trasporto soffocò ed il sindaco impose l'embargo su
tutte le merci in ingresso, tranne che alle derrate alimentari. La bolla
economica collassò definitivamente nel 1926 con l'arrivo del Grande Uragano
di Miami e con la Grande Depressione negli anni successivi.
Alla metà degli anni '30 fu costruito il quartiere Art Deco di Miami Beach e
con l'inizio della Seconda Guerra Mondiale, il governo degli Stati Uniti,
approfittò della posizione strategica della città per costruire centri di
addestramento, punti di rifornimento e stazioni per le comunicazioni. Alla
fine del conflitto, molti degli uomini e delle donne di stanza a Miami vi si
stabilirono definitivamente, spingendo la popolazione fino alla soglia dei
500.000 abitanti.
L'afflusso immigratorio
A seguito della rivoluzione del 1959 che destituì il governo di Fulgencio
Batista e portò Fidel Castro al potere, gli esuli cubani cominciarono ad
arrivare in Florida in massa. Nel solo 1965, più di 100.000 cubani
arrivarono con i voli della libertà, effettuati due volte al giorno, fra
L'Avana e Miami. Molti dei fuggitivi erano membri delle classi medie, che al
loro arrivo negli Stati Uniti avevano perso quasi tutti i loro averi. La
città accolse gli esuli, molti dei quali si stabilirono nel quartiere di
Riverside, che da allora prese il nome di Little Havana. La comunità
ispanica cominciò a diventare predominante e lo spagnolo ad essere la lingua
più comune.
Negli anni fra il 1960 ed il 1970, la Procura Generale era solita garantire
dei permessi speciali (chiamati parole) ai cubani che entravano nel paese,
ai quali dopo almeno un anno di permanenza sul territorio americano, veniva
assegnato il permesso di soggiorno permanente (la green card). Nel 1980
Miami fu protagonista del più grande esodo della storia americana: un'unica
flottiglia di piccole imbarcazioni approdò sulle rive della Florida
trasportando 150.000 esuli provenienti da Cuba.
Negli anni '80 Miami ha visto un incremento di immigranti da altre nazioni
ed in particolar modo da Haiti. Nel 1990 la presenza degli haitiani è stata
riconosciuta con l'aggiunta della lingua creola alle schede elettorali.
Nel 1994, per prevenire altri esodi di massa, l'amministrazione Clinton
annunciò un significativo cambiamento nella politica americana: gli esuli
intercettati in mare non sarebbero stati accolti negli Stati Uniti, ma presi
in custodia dalla Guardia Costiera e portati presso le istallazioni militari
americane di Guantanamo e Panama. Nei primi otto mesi del 1994, oltre 30.000
cubani e più di 20.000 haitiani furono portati nei campi d'accoglienza fuori
dagli Stati Uniti ed in seguito rimpatriati.
Nei secondi anni '90 Stati Uniti e Cuba firmarono degli accordi tesi a
normalizzare il flusso migratorio fra i due paesi: si ottenne
l'ufficializzazione della nuova politica americana nei confronti dei
rifugiati e l'impegno da parte di Cuba a fermare le eventuali imbarcazioni
dirette in Florida e a non perseguire i rimpatriati. Gli accordi con il
governo cubano diedero origine anche alla politica del piede bagnato-piede
asciutto, che permette agli esuli cubani che riescono ad arrivare sulla
terra ferma, di avere il permesso di soggiorno.
L'atmosfera latina di Miami ha reso la città una delle più popolari per i
turisti e gli immigranti di tutto il mondo ed è diventata la terza porta
d'ingresso agli Stati Uniti, dopo New York e Los Angeles. La maggior parte
delle comunità europee d'immigranti sono recenti e vivono a Miami solo una
parte dell'anno, con la disponibilità di un alto reddito. La comunità
italiana di Miami è composta solamente da 45.000 persone, ma è la più ricca
comunità italo-americana degli Stati Uniti.
Comunemente si pensa che gli immigranti di Miami siano soprattutto ispanici
e caraibici, ma ospita anche le più grandi comunità immigrate finlandesi,
francesi, sudafricane degli Stati Uniti e tra le più grandi israeliane,
russe e turche.
Fonte: www.wikipedia.org
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