Isola del Giglio
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Isola del Giglio


Isola del Giglio

Collegamenti
I collegamenti con il traghetto, con imbarco a Porto Santo Stefano, sono gestiti dalle Compagnie di Navigazione Maregiglio e Toremar. È necessario tenere presente che l'accesso all'Isola con veicoli è regolamentato con Decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti del 21 aprile 2004, e viene condizionato al pagamento di una quota.

Flora
Come in quasi tutte le isole dell’Arcipelago Toscano, la vegetazione era costituita anticamente da leccete, che ricoprivano quasi tutta l’isola. Fino dall’antichità lo sviluppo dell’agricoltura, l’allevamento e gli incendi hanno alterato l’ambiente naturale e provocato la scomparsa di gran parte di questa vegetazione che oggi, con il passaggio da un’ economia agricola al turismo, si sta lentamente ricostituendo.
L’antica vegetazione che dominava l’isola, caratterizzata da macchia mediterranea di lecci, con erica e corbezzolo, caprifoglio (Lonicera implexa), strappabrache (Smilax aspera), robbia (Rubia peregrino) ciclamini (Cyclamen repandum e Cyclamen neapolitanum), si trova ancora sul Promontorio del Franco, sul versante est di Poggio del Castello e nella Vallata del Molino.
Negli anni ’50 le pendici del Poggio della Pagana sono state rimboschite con Pini domestici e marittimi.
Molti terrazzamenti sono ancora coltivati a vigneto e producono il famoso Ansonica del Giglio. I terrazzamenti, costruiti con muri a secco ( detti “ greppe” ) di piccoli blocchi di granito, sono veri e propri monumenti alla fatica ed all’ingegno umano.
I terrazzamenti abbandonati vengono lentamente colonizzati da una bassa gariga ad Elicriso e successivamente di Cisto.

Fauna
La fauna terrestre dell’isola non presenta grande varietà, limitandosi al coniglio selvatico (Oryctolagus cuniculus), alla crocidura minore (Crocidura suaveolens), al topo selvatico (Apodemus sylvaticus) ed al muflone (Ovis Musimon), importato di recente.
Sono invece ben rappresentate le specie di pipistrelli: il molosso di Cestoni (Tadarida teniotis), il miniottero di Schreiber (Miniopterus schreibers), il pipistrello nano (Pipistrellus pipistrellus), il pipistrello albolimbato (Pipistrellus kuhlii), la nottola (Nyctalus noctula), il pipistrello di Savi (Hypsugo savii), il serotino comune (Eptesicus serotinus), l'orecchione bruno (Plecotus auritus) e l’orecchione grigio (Plecotus austriacus).
Tra le specie di uccelli nidificanti e svernanti sono da segnalare: la berta maggiore (Procellaria diomedea) e la berta minore (Puffinus puffinus), il cormorano (Phalacrocorax carbo), l'albanella reale (Circus cyaneus), la poiana (Buteo buteo), il gheppio (Falco tinnunculus), il falco pellegrino (Falco peregrinus), il gabbiano corso (Larus audouinii), il gabbiano reale (Larus argentatus), il beccapesci (Sterna sandvicensis), il piccione selvatico (Columba livia), la tortora (Streptopelia turtur), il barbagianni (Tyto alba), l'assiolo (Otus scops), la civetta (Athene noctua), il succiacapre (Caprimulgus europaeus), il rondone pallido (Apus pallidus), la passera scopaiola (Prunella modularis), il sordone (Prunella collaris), il codirosso spazzacamino (Phoenicurus ochruros), il passero solitario (Monticola solitarius), la monachella (Oenanthe hispanica), la magnanina (Sylvia undata), il corvo imperiale (Corvus corax) e lo zigolo nero (Emberiza cirlus).
La fauna ittica è quella tipica del Tirreno, con ancora una popolazione ben conservata di Pinna nobilis (bivalve noto come la grande nacchera), qualche cernia (Epinephelus guaza), dentici (Dentex dentex), saraghi (Diplodus Sargus), ricciole (Seriola dumerilii) e numerosi e multicolori Labridi.

Monumenti
Villa romana dei Domizi Enobarbi all'Isola del Giglio: vasta area che comprende una vasca a mare per la pescicultura, area della villa con mura perimetrali e criptoportici, numerosi resti di opus sectile, mosaico, affreschi, terrazza stellata di pertinenza, strutture lungo mare con serie di arcate e una lunga terrazza pensile lunga circa un kilometro,che conduce fino a strutture che fanno presumere delle terme.
Passeggiando sul lungomare si potevano e ancora si possono vedere pezzi di mosaico, di affreschi, ceramica, monete, laterizi con bolli, mura in opus reticolato e tanto marmo di tutti i colori, sul colle sovrastante si presume esservi posizionato il tempio di diana, purtroppo negli ultimi anni il cemento fa da padrone su queste aree, perdendo la possibilità di conoscere la storia delle strutture che insistevano imponenti in questa isola nel periodo imperiale romano, l'intera area è denominata I castellari di giglio porto.

Link
http://www.giglioarcheologia.it
http://www.giglionews.it

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