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Palatino
Il Colle Palatino è uno dei sette colli di Roma, situato tra il Velabro e il Foro, ed è una delle parti più antiche della città.
Il colle Palatino è alto 70 metri e guarda da un lato sul Foro Romano e dall'altro sul Circo Massimo. Il sito è ora un grande museo all'aria aperta e può essere visitato durante il giorno. L'ingresso si trova vicino all'Arco di Tito nel Foro Romano.

Storia
Il nome deriva da Pale, il dio dei pastori. In origine comprendeva tre alture: Palatino, Germalo e Velia; come indicato dalla leggende, su queste venne creata la città quadrata di Romolo.
Già abitato nell'età del ferro (vi sono resti di capanne ellittiche), accoglie anche i resti più antichi di Roma, come resti di mura (VI-IV sec. a.C.) e una cisterna.
Nel III sec. a.C. vi furono costruiti i templi a Giove vincitore, alla Vittoria e alla Magna Mater (Grande Madre), mentre nell'ultimo periodo repubblicano, vi furono costruite molte case patrizie.
Augusto aveva qui la sua dimora paterna che venne ampliata e trasformata in sede imperiale; parte delle costruzioni augustee possono essere identificate con la cosiddetta "casa di Livia". Nell'ambito della sua casa venne edificato il tempio di Apollo Palatino, con un ampio portico e biblioteche.
Successivi ingrandimenti della residenza imperiale si devono a Tiberio e a Caligola. Nerone vi aveva fatto costruire la domus Transitoria e i giardini che uniranno il Palatino all'Esquilino.
Dopo l'incendio neroniano, vi fu effettuato un rinnovamento edilizio da parte di Domiziano: con l'architetto Rabirio elevò il complesso della "Domus Augustana" e della "Domus Flavia".
Nella parte meridionale vi fu costruito il nuovo palazzo dell'imperatore Settimio Severo. Il colle rimase sede imperiale fino al trasferimento della capitale a Costantinopoli e fin dopo la caduta dell'impero d'Occidente ospitò il rappresentante dell'imperatore a Roma.
Il termine palazzo deriva da Palatino.
In epoca moderna il colle fu proprietà della famiglia Farnese e fu occupato dagli Horti Farnesiani, o giardini, tuttora in parte conservati al di sopra dei resti della Domus Tiberiana. Alcuni edifici o apprestamenti architettonici sono stati risparmiati dagli scavi, condotti sul colle a partire dal XIX secolo.

Fonte: Wikipedia.org