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Russia
La Federazione Russa è, fra tutti, lo stato più esteso del mondo ed il suo
territorio va dall'Europa all'Asia. La Russia confina con
Norvegia,
Finlandia, Estonia,
Lettonia, Bielorussia, Lituania, Polonia, Ucraina, Georgia, Azerbaijan,
Kazakistan, Cina, Mongolia e Corea del Nord. È bagnata sulle coste esterne
dal Mare Glaciale Artico fino all'Oceano Pacifico, sulle coste interne è
bagnata dal Mar Baltico, il Mar Nero ed il Mar Caspio. Come principale
successore dell'Unione Sovietica, la Russia è ancora uno stato con una forte
influenza politica, specialmente all'interno della CSI, che comprende molti
stati della ex Unione Sovietica.
Storia
Il primo stato della regione fu quello del Granducato di Kiev (Rus' di Kiev)
fondato intorno all'anno 850 da genti normanne provenienti da Novgorod. Nei
secoli che seguono il Granducato estende le sue frontiere giungendo ad
interagire con altri stati dell'Europa del tempo. Nel 1132, alla morte del
figlio di Vladimiro II Monomaco, il potere centrale si disgrega. Allo stato
unitario si sostituiscono tre centri di potere: Volinia, Novgorod e
Vladimir. Nel 1237 i Tartari irrompono nella Russia Europea suggellando la
loro conquista nel 1240 con la distruzione di Kiev. Dal quel momento e per
più di due secoli tutti i principi russi agiscono come vassalli e tributari
dell'Orda d'Oro . Nel frattempo altre nazioni rivolgono i loro interesse
alle terre russe: Svedesi, Livoni (Cavalieri Teutonici), Lituani. Una delle
figure più famose della storia russa del periodo è Alessandro detto Nevskij
granduca di Vladimir e principe di Novgorod (sconfigge gli Svedesi sulla
Neva ed i Livoni sul Lago Peipus).Nel 1280 Daniele, figlio di Alessandro,
assume il titolo di Granduca di
Mosca. Con Ivan I (1332 - 1341) il granducato di Mosca si avvia a
divenire il più importante principato russo. Nel 1380 Dimitrij, principe di
Mosca (1358-1389), sconfigge i Tartari al "Campo delle Queglie" ponendo così
fine al tabù della loro imbattibilità. Figura di spicco in questo periodo è
Ivan IV (detto il terribile, 1533-1584), primo a fregiarsi del titolo di
Zar, dal latino Caesar, che ridimensionando il potere dei Boiari, ossia dei
signori feudali, pose le basi dello stato autocratico in cui si evolse il
granducato di Mosca. Sotto Ivan IV la Russia si estese verso est a scapito
dei Tartari occupando Kazan ed Astrakan. Alla sua morte seguì un periodo di
turbolenze dovute ai tentativi dei boiari di recuperare il potere perduto ed
anche all'ingerenza polacca. Nel 1613, con la salita al trono del primo dei
Romanov inizia una nuova fase di potenziamento dello stato russo.
Sotto il regno degli Zar, la Russia divenne una delle maggiori potenze
europee, conosciuta come Russia Imperiale, ammodernata e sempre più espansa
a ovest, a partire dal XVIII secolo. Comunque, all'inizio del XX secolo il
potere della Russia stava scemando e nel contempo montava lo scontento fra
la popolazione, a questo si aggiunga anche la sconfitta militare subita
durante la prima guerra mondiale.
Tutti questi eventi precipitarono drammaticamente nel 1917 quando la
rivoluzione di febbraio, d'ispirazione borghese, spazzò via il regime
zarista di Nicola II e la seguente Rivoluzione d'Ottobre portò al potere il
partito bolscevico sotto la guida di Vladimir Ulianov detto Lenin.
Gli anni che seguirono, fino al 1922, videro lo scontro tra l'esercito
sovietico, la cosiddetta Armata Rossa, organizzato e comandato da Lev
Trotskij ed i vari eserciti che si rifacevano al potere zarista, le Armate
Bianche.
Nel 1922 venne fondata l'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche
abbreviata in URSS, in cui entrò a far parte anche la Repubblica Russa.
Lenin soffrì una serie di infarti che portarono alla sua morte nel 1924.
Dopo una breve lotta per il potere, la guida dell'Unione Sovietica venne
consolidata nelle mani del dittatore Josif Dzugasvili, detto Stalin. Il
regno brutale di Stalin costò milioni di vittime, tra le quali oppositori
politici, noti o sospettati, e ufficiali militari che vennero giustiziati o
esiliati in Siberia durante le Grandi Purghe degli anni '30.
A seguito della vittoria Sovietica sulla Germania Nazista, durante la
seconda guerra mondiale, l'Unione Sovietica si sarebbe sviluppata in una
delle due potenze dominanti della Guerra Fredda, fungendo da principale
avversario ideologico degli Stati Uniti. Le due nazioni ingaggiarono una
lunga lotta geopolitica per il controllo dei cuori e delle menti del Terzo
Mondo a partire dalla Crisi di Suez del 1956. I sovietici crearono il Patto
di Varsavia per opporsi alla NATO, e le due parti si imbarcarono in una
lunga e costosa corsa per accumulare il maggior numero possibile di armi
nucleari.
Nel 1962 con la crisi dei missili di Cuba, il leader sovietico Nikita Khruščёv
quasi fece scoppiare una guerra con gli Stati Uniti, quando fece posizionare
delle armi atomiche offensive a Cuba. I sovietici diedero anche il via alla
corsa allo spazio lanciando lo Sputnik 1, il primo satellite a orbitare
attorno alla Terra, e rendendo il Colonnello Jurij Gagarin, il primo uomo a
viaggiare nello spazio.
Alla fine degli anni '80, il leader sovietico Mikhail Gorbačëv introdusse
delle riforme come la glasnost e la perestroika, ma queste misure non furono
in grado di prevenire il collasso dell'Unione Sovietica, dopo un fallito
colpo di stato militare nel 1991.
La RSFS Russa dichiarò la sua indipendenza il 24 agosto dello stesso anno
come Federazione Russa. In quanto principale erede dell'Unione Sovietica, ha
da allora cercato di mantenere la sua influenza globale, ma è stata
ostacolata da difficoltà economiche.
Geografia
La Federazione Russa si estende su gran parte dell'area settentrionale del
supercontinente Eurasiatico e per questo motivo conosce una grande varietà
di paesaggi e climi. Gran parte del paesaggio consiste di vaste pianure, sia
nella parte europea che in quella asiatica. Queste pianure sono
predominate dalla steppa nella parte meridionale, foresta a nord, e tundra
lungo la costa settentrionale. Le catene montuose si trovano lungo i confini
meridionali, come il Caucaso (che contiene il
Monte Elbrus, il punto più
elevato della Russia, a 5.633 m) e i monti Altai, e nella parte orientale,
come il massiccio di Verkhojansk o i vulcani della
Kamcatka. Degna di nota è
anche la più centrale catena degli Urali, che forma la principale linea di
demarcazione tra Europa e Asia. La Russia ha una linea costiera di oltre
37.000 km, lungo il Mare Glaciale Artico e l'Oceano Pacifico, così come
lungo i mari interni, come il Baltico, il Mar Nero e il
Mar Caspio. Bacini
più piccoli fanno parte degli oceani; Mare di Barents, Mar Bianco, Mare di
Kara, Mare di Laptev e Mare Siberiano Orientale sono parte dell'Artico,
mentre Mare di Bering, Mare di Okhotsk e Mar del Giappone appartengono al
Pacifico. Le isole principali che vi si possono trovare comprendono: Novaja
Zemlja, la Terra di Francesco-Giuseppe, le Nuove Isole Siberiane, Wrangel,
le Isole Kurili e Sakhalin. Molti grandi fiumi scorrono attraverso le
pianure per finire nei mari e negli oceani. In Europa ci sono il
Volga, il
Don, la Kama, la Oka e la Dvina Settentrionale, mentre molti altri fiumi
hanno le sorgenti in Russia ma scorrono attraverso altre nazioni, come il
Dnepr e la Dvina Occidentale. In Asia si trovano: Ob, Irtyš, Enisei, Angara,
Lena e Amur. I laghi principali comprendono il
Lago Baikal, il Lago Ladoga e
il Lago Onega.
Letteratura russa antica
Il modello annalistico bizantino però venne utilizzato anche per le poche
opere scritte in russo antico che ci sono note:
* il racconto del Pellegrinaggio in Palestina del priore Daniil (1107);
* le Cronache kijeviane rielaborate dal monaco Nestor nel 1113;
* l'anonimo Canto della schiera di Igor (Слово о Полку Игореве) (al quale
Aleksandr Borodin ispirò il libretto del suo Principe Igor), l'opera più
nota del periodo, il cui manoscritto fu pubblicato per la prima volta nel
1800.
Il racconto in lingua slava poggiava sulle invece sulla tradizione orale
delle byline, canti epici nel cui racconto si stratificarono, lungo i
secoli, tradizioni pagane, memorie tribali e influenze della letteratura
cristiana bizantina. Questi racconti furono diffusi in tutta l'area slava
fin dall'XI secolo dai cantastorie, e solo dall'inizio del XIX secolo
cominciarono a trovare forma scritta, e divennero oggetto di appassionati
studi filologici.
Letteratura russa moderna
La scrittura in russo moderno si afferma solo nel XVII secolo. Se ne
considera punto di partenza l'autobiografia del pope Avvakoum (moscovita,
vescovo tradizionalista morto nel 1682, martire dei conflitti religiosi
scatenati dallo zar Pietro il Grande).
Ma il fatto è che sotto l'influenza di Pietro il paese si occidentalizza.
L'uso del russo è facilitato dalla riforma dell'alfabeto e questo consente
l'accesso alla cultura ad un maggior numero di persone, che trova assai
apprezzabile l'idea di utilizzare una lingua profana per la letteratura
(cioè per la cultura profana).
La prima generazione letteraria russa compare all'inizio del XVIII secolo,
ed è rappresentata da autori come Antioch Dmitrevič Kantemir (Costantinopoli
1708 - Parigi 1744), Vasilij Kirillovic Tredjakovskij (Astrakan 1703 - San
Pietroburgo 1768) e Mikhail Lomonossov (1711 - 1765, poeta e scienziato,
fondatore nel 1755 a Mosca della più grande e antica università russa).
Gavril Romanovic Derjavin (1743-1816) per la poesia, Nikolaj Karamzin
(1766-1826) e Alexandr Radichtchev (1749-1802) per la prosa, Aleksandr
Petrovic Sumarokov (San Pietroburgo 1717 - Mosca 1777) e Denis Fonvizin
(1746-1792), per il teatro, sono coloro che inaugurano generi letterari fino
ad allora inesistenti.
All'inizio del XIX secolo, il Romanticismo vede sbocciare una generazione di
grandi talenti, con Alexander Puškin, Mikhail Lermontov e Fëdor Tjutčev.
Questo sarà il secolo d'oro della letteratura russa, e in particolare del
romanzo, con Dostoevskij, Gogol', Goncharov, Leskov, Michail
Saltykov-Scedrin, Tolstoj, Turgenev.
Parallelamente si sviluppano gli altri generi letterati, con il favolista
Ivan Krylov, i poeti Evgenij Abramovic Baratynskij, Konstantin Nikolaevic
Batjuskov, Nikolaj Nekrasov, Aleksej Konstantinovic Tolstoj, Fëdor Tjutčev e
Afanasij Afanasevic Fet-Sensin, e il collettivo satirico Kosma Prutkov.
Anton Cechov produce insieme un'opera teatrale essenziale ma anche una serie
di racconti brevi che ne fa uno degli autori russofoni più significativi.
L'inizio del XX secolo vede una vivace attività in campo poetico e la
fioritura di molte tendenze, dal simbolismo al finitismo al futurismo. Molti
poeti partecipano a questa nuova età dell'oro: Anna Achmatova, Innocent
Annenski, Andrej Belyj, Alexandr Blok, Valerij Jakovlevic Brjusov, Marina
Ivanovna Cvetaeva, Sergej Aleksandrovic Esenin , Nicolaj Stepanovic Gumilëv,
Daniil Harms, Vélimir Khlebnikov, Osip Mandel'stam, Vladimir Majakovskij,
Boris Pasternak, Fëdor Sologub o Maximilien Volochine.
Letteratura sovietica russofona
La creazione dell'URSS e del regime socialista crea nella letteratura
nazionale la corrente del realismo socialista. La teoria era semplice: si
trattava di utilizzare il talento degli scrittori per magnificare i meriti e
i successi del regime e supportare la propaganda ufficiale. Il regime si
occupava di organizzare la vita letteraria e di orientarne i temi attraverso
l'Unione degli scrittori, che dipendeva direttamente dal commissario
politico Andrej Zdanov.
Molto rapidamente gli scrittori refrattari furono costretti all'esilio, alla
prigione o al campo di concentramento, come Osip Mandelstam, o più
semplicemente giustiziati, come Nicolaj Stepanovic Gumilëv.
Il poeta futurista Vladimir Majakovskij e Marina Cvetaeva scelsero il
suicidio. Altri, come Mikhail Bulgakov, Boris Pasternak, Andrej Platonovic
Platonov, Isaak Babel o Vassili Grossman, continuarono il loro lavoro di
romanzieri clandestinamente o pubblicando nel samizdat (editoria clandestina
artigianale). I fratelli Serapion insistono sul diritto di creare una
letteratura politica senza ingerenze del governo, diritto che viene negato.
Ugualmente vietata è l'arte sperimentale degli Oberiu.
Gli autori in esilio, come Ivan Alekseevic Bunin, premio Nobel 1933 per la
letteratura, Aleksandr Ivanovic Kuprin, Andrej Belyj o Vladimir
Vladimirovich Nabokov riuscirono a vivere del loro lavoro e mantennero la
propria libertà creativa, ma non riuscirono a raggiungere il pubblico russo
se non attraverso il samizdat.
Nell'URSS del dopo Stalin, il realismo socialista rimane l'unico stile
letterario autorizzato, ma gli autori che pubblicano nel samizdat sono un
po' più liberi. Soprattutto, possono vivere del loro lavoro e temono meno la
repressione e l'internamento. Il premio Nobel Aleksandr Isaevich
Solzhenitsyn riesce perfino, nel samizdat, a parlare dei gulag. Mikhail
Bulgakov e Varlam Shalamov sono pubblicati ufficialmente sotto Kruscev,
mentre Vénédict Erofeiev continua a pubblicare nel samizdat.
Nel periodo del declino dell'impero sovietico i russi emigrati ricevono in
Occidente grandi riconoscimenti, come Sergej Dovlatov, che pubblica negli
USA, o il premio Nobel Josif Brodskij. In URSS la loro opera era conosciuta
solo per samizdat.
Letteratura russa contemporanea
Alla fine del XX secolo la letteratura russa attraversa una delicata fase di
rinascita, per risorgere dall'inaridimento provocato da decenni di
comunismo.
I bisogni di questo periodo sono di due tipi: formare e scoprire nuovi
talenti e creare un'industria editoriale libera in Russia. Pochi scrittori,
come Viktor Pelevin o Vladimir Sorokine, riescono ad emergere. Le case
editrici pubblicano opere censurate durante il periodo comunista o
conosciute solo per samizdat.
La gallina dalle uova d'oro dell'editoria russa è, come del resto
dappertutto, la letteratura poliziesca. Grande successo hanno i romanzi
giallo-neri (che in Francia si chiamano polars) pieni di ironia di Daria
Dontsova: i 50 romanzi che ha scritto finora sono stati venduti in milioni
di copie e sono tradotti in molti paesi europei.
All'inizio del XXI secolo la domanda del pubblico russo è fortemente
cresciuta, in quantità e in qualità. L'industria editoriale è quindi
costretta a rispondere alla domanda dei propri clienti cercando - e pagando
- nuovi talenti letterari. Cresce il numero delle case editrici e le
tirature.
Alcuni critici letterari hanno visto nel romanzo Una saga moscovita (in
russo Moskovskaya saga) di Vassili Axionov, un'epopea russa che racconta la
penosa sopravvivenza della famiglia Gradov sotto lo stalinismo, un nuovo
Dottor Zivago.
Un certo numero di scrittori russi sono ormai popolari in Europa e nel
Nordamerica, come Tatiana Tolstaja (la figlia di Tolstoj) o Ljudmila
Ulitskaja. I gialli di Boris Akunin con il suo personaggio Eraste Fandorin
(in Italia pubblicato da Frassinelli) sono pubblicati in Europa e in
Nordamerica. Alexandra Marinina, la maggiore scrittrice russa di
polizieschi, è riuscita ad esportare i propri libri in Europa ed ha avuto un
gran successo in Germania.
Anche la letteratura più tradizionale dà nuovi frutti con autori provenienti
da regioni remote, come Nina Gorlanova, di Perm (Urali), con le sue storie
sulle difficoltà quotidiane e le gioie degli intellettuali di provincia, o
ancora Yuri Rytkheu di Choukotka (nel nord est della Siberia), che racconta
i problemi identitari del suo popolo, i Ciukci.
Danza russa - Troika
Il significato letterale della parola Troika è “in tre”. Simboleggia i 3
cavalli che, tradizionalmente, tiravano i birocci delle famiglie nobili.
La danza viene eseguita da gruppi di tre persone (un cavaliere e due dame)
disposti lungo un cerchio.
Prevede l'alternarsi di una passeggiata e di un ballo secondo uno schema
predefinito. Al ripetersi di ogni sequenza, il cavaliere corre avanti lungo
il cerchio e riprende la passeggiata e il ballo con la coppia di dame che lo
precede.
Link
www.russia-italia.com
www.1917.org
www.russiaonline.it
www.gov.ru
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www.russiatoday.com
www.easyrussia.it
www.wtr.ru
www.pravda.ru
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www.russia-travel.com
www.waytorussia.net
www.cbr.ru
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Fonte: Wikipedia.org.
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