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Cagliari
Cagliari è un comune di circa 160.000 abitanti, (478.000 l'agglomerato
urbano) capoluogo della Provincia di Cagliari e della Regione Autonoma della
Sardegna. Sede dell'Università degli Studi di Cagliari.
Storia
Cagliari (in sardo: Castèddu, in spagnolo e catalano: Càller), è un comune
di circa 160.000 abitanti, (478.000 l'agglomerato urbano) capoluogo della
Provincia di Cagliari e della Regione Autonoma della Sardegna. Sede
dell'Università degli Studi di Cagliari.
Sede arcivescovile (Arcidiocesi di Cagliari).
Divenuta il centro principale dell'isola, ormai completamente punicizzata,
passò ai Romani, con tutta la Sardegna e la Corsica, nel 238 a.C.,
all'indomani della I guerra punica. Nei secoli successivi la Karalis romana
mantenne il suo ruolo di metropoli sarda, e nel 48 a.C., sotto Cesare,
divenne il primo municipio della provincia. L'aspetto dell'abitato non
sembra essere cambiato molto durante la lunga dominazione romana, di cui
sono notevoli resti l'anfiteatro e le ville suburbane note come la Villa di
Tigellio. Caduta alla metà del V secolo sotto l'occupazione dei Vandali
d'Africa, conquistata da Giustiniano sul finire dello stesso secolo, Kalaris
(come si chiamava allora) entrò nel sistema amministrativo bizantino come
sede del preside, funzionario imperiale a capo di tutta la Sardegna, e
sottoposto all'esarco d'Africa.
Con la divisione dell'isola nei quattro giudicati, la città, da secoli in
fortissima recessione –come del resto gran parte dell'Europa– e ormai
ridotta al borgo di Santa Igia o Santa Gilla, rimase a capo del giudicato
che ne prese il nome. Intanto aveva subito secoli di incursioni saracene,
contrastate dal principio dell'XI secolo con l'aiuto delle potenze navali di
Pisa e Genova. È nota la progressiva ingerenza che le due città marinare
esercitarono da allora sulla Sardegna. Il Giudicato cagliaritano, fin dalle
sue più antiche attestazioni, rientrò nell'orbita dei Pisani, che finirono
coll'impadronirsi del titolo giudicale con Guglielmo di Lacon-Massa (1187).
Dopo meno di trent'anni, nel 1215, di fronte alla possibilità di un'alleanza
tra la nuova giudicessa Benedetta e Genova, il pisano Lamberto Visconti
ottenne con la minaccia delle armi la cessione del colle che sarebbe stato
detto di Castello: infatti, quasi a guardia della capitale giudicale, vi
venne presto costruita una città fortificata interamente pisana: il
Castellum Castri de Kallari.
Essa era destinata a divenire la nuova capitale, quando nel 1258 i Pisani,
ormai forti della loro rocca, palesata la loro intenzione non solo di
governare di fatto il giudicato, ma di conquistarlo, rasero al suolo Santa
Gilla. Da allora il Castellum Castri fu identificato con la stessa Cagliari,
come mostra ancora l'attuale nome sardo della città: Casteddu. Nondimeno
attorno ad esso si formarono i sobborghi di Bagnaia –oggi detta Marina–,
zona portuale regolata dal Breve del porto di Cagliari; della fortificata
Stampace (toponimo che si riscontra anche a Pisa); e infine di Villanova; in
queste appendici trovarono asilo i Sardi, esclusi dal Castello, che aveva
invece un ordinamento comunale, regolato dal Breue Castelli Castri de
Kallari, e dipendeva direttamente da Pisa.
Non passarono cent'anni, e la storia si ripeté. Questa volta furono gli
Aragonesi che, nella loro guerra di conquista della Sardegna, assediando
Cagliari, edificarono una loro roccaforte su un altro colle, ancora più
meridionale: quello di Bonaria. Essi tuttavia non distrussero la città
nemica, come avevano fatto i Pisani con Santa Gilla; ma anzi, ottenuta la
vittoria, lasciarono il Castello infeudato a Pisa. I Toscani però non
sopportavano la concorrenza del nuovo borgo aragonese di Bonaria, col suo
fiorente porto: ripresero le armi, e furono costretti ad abbandonare per
sempre la città. Sotto la dominazione iberica Caller, città reale non
sottomessa a un feudatario, tornò ad essere la capitale della Sardegna
riunificata, e fu sede del viceré.
Il Castello continuò ad essere interdetto ai Sardi, ma fu fortificata anche
Bagnaia, dagli Aragonesi chiamata Llapola (pola significa 'marina' in latino
medievale; la lappula o leppula portus Bagnarie dei documenti medievali
sembra essere stato un luogo o un oggetto posto nel porto di Cagliari, il
cui nome fu eseteso al quartiere). La vita intellettuale fu relativamente
vivace, e nel XVII secolo venne fondata l'università. Tuttavia pian piano la
città, pur fortemente ispanizzata, cominciò a provare una certa insofferenza
per la dominazione coloniale: sentimento che culminò nell'assassinio del
viceré Camarassa (1666). Così nel 1708 i Cagliaritani non opposero
resistenza all'assedio anglo-olandese, che pose fine all'età spagnola. Dopo
la breve parentesi austriaca (1712-'18) e l'effimera occupazione del
cardinale Alberoni, che cercava di riconquistare la Sardegna agli Spagnoli,
Cagliari passò con tutta l'isola sotto il dominio sabaudo (1720).
L'età di riforme che seguì in tutta Europa vide un relativo rilancio della
città, con la riorganizzazione dell'università e dell’ospedale, la creazione
dell'archivio di Stato e della biblioteca universitaria, di una scuola di
chirurgia e della stamperia reale. Anche i Piemontesi furono tuttavia non
ben tollerati, e quando, dopo che Cagliari aveva stavolta resistito con
vigore all'assedio navale dei Francesi rivoluzionarii (1793), i Sardi videro
rifiutare la loro richiesta di una maggiore autonomia e del rispetto degli
antichi privilegii, la città insorse (27 aprile 1794) e cacciò
temporaneamente i Piemontesi; ma la rivolta, pur propagatasi subito al resto
dell'isola, dove prese una piega antifeudale, fu alla fine soffocata.
Cagliari, risottomessa, ospitò addirittura, nel palazzo reale (oggi detto
spesso Viceregio), la corte sabauda, cacciata da Torino da quei Francesi che
non avevano potuto conquistare la Sardegna. Nella prima metà dell'Ottocento,
l'età d'oro della cultura sarda, si registrò il declino dell'aristocrazia
feudale a favore di un'aristocrazia culturale che, con l'abolizione del
feudalesimo e la concessione dello Statuto Albertino (1848), divenne la
classe dirigente. Con le nuove tecniche belliche a Cagliari, privata del
ruolo di piazzaforte all'indomani dell'unità italiana, furono abbattute le
mura, e si posero le basi per la grande espansione dell'ultimo secolo.Nel XX
secolo, Cagliari subì numerosi bombardamenti.
Monumenti e luoghi di interesse
Oltre al museo archeologico nazionale, il più importante al mondo per la
civiltà nuragica e ricco anche di collezioni fenicio-puniche, si segnalano
l'anfiteatro romano, del II secolo; la basilica di S. Saturnino, la più
antica chiesa della Sardegna di cui si abbia notizia, fondata nel V secolo e
rimaneggiata in età romanica, oggi in parte diruta e sconsacrata; il
quartiere fortificato di Castello, che fino alla seconda guerra mondiale, fu
la residenza dei nobili. Da visitare sono anche i quartieri di Stampace,
Marina e Villanova. Il primo era il quartiere dei borghesi e dei mercanti,
il secondo era il quartiere dei pescatori e marinai, il terzo quello dei
pastori e dei contadini.
Eventi
Il 1 maggio si celebra un evento religioso e culturale di grande importanza
nella Sardegna: la sagra di Sant'Efisio, una processione annuale che si
svolge per sciogliere il voto fatto dai Cagliaritani durante l'epidemia di
peste del 1656. Per l'occasione, nel capoluogo si riversano molti gruppi
folcloristici dell'isola, che partecipano alla sfilata in costume che
precede il cocchio con l'effigie del santo.Inoltre in quei giorni si svolge
la fiera campionaria. Il Patrono della città è San Saturnino, che si
festeggia il 30 ottobre.
Link
www.comune.cagliari.it
www.freecagliari.it
www.sardegna.com
www.unica.it
www.provincia.cagliari.it
www.sogaer.it
www.ca.astro.it
www.teatroliricodicagliari.it
www.sardi.it
www.aeroportodicagliari.com
www.ctmcagliari.it
www.tribunaledicagliari.it
Fonte: Wikipedia.org.
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