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Fonni
Fonni è un paese della provincia di Nuoro: Adagiato sulle pendici
settentrionali del Gennargentu, a 1000 metri s.l.m. è il paese più alto
della Sardegna. Il numero degli abitanti sfiora le 4400 anime. "Fonni"
deriva probabilmente dal latino "fons" che significa fontana o anche 'dio
delle fonti'. Infatti il paese conta numerose fontane sorgive.
Nasce intorno alla fine del primo millennio ; il tessuto urbanistico ebbe
origine attorno alla chiesa gotica di San Giovanni Battista. Dal '600 in poi
un altro nucleo di abitanti si costituì attorno al convento francescano di
Santa Maria dei Martiri. Le case, piccole e modeste erano a pian terreno,
addossate le une alle altre, con tetti di isciandula alla romana. Avevano un
solo ingresso e poche finestre con camere intercomunicanti tutte in funzione
di sa cu'ina (la cucina). Queste erano le abitazioni dei contadini e dei
pastori. Sos meres (i ricchi) abitavano invece in case di maggiori
dimensioni, talvolta a due piani con scale interne di legno. Le case dei
nobili e della piccola borghesia locale erano di norma costruite a due piani
con balconi all'esterno e scale interne in granito, con camere e cucina
intonacate e pianellate e con soffitti talvolta dipinti.
Agli inizi del Settecento maestranze qualificate venute dalla Lombardia
diedero un impulso qualitativo per un diverso modo di costruire: edificarono
la Basilica dei Martiri con uno stile spagnoleggiante-barocco che presto
venne imitato dalla borghesia e da sos meres per l'ammodernamento delle loro
dimore e in particolare per le rifiniture esterne.Questa situazione
urbanistica andò avanti fino ai primi del secolo scorso. Nella prima metà
del Novecento venne intrapreso un nuovo riassetto urbanistico dovuto
soprattutto ai bisogni abitativi delle famiglie pastorali: nuove case
vengono costruite accanto a quelle vecchie.
Nell'ultimo trentennio avvengono i maggiori sconvolgimenti dell'antico
tessuto urbano. Nuovi quartieri, case, strade, sventramenti e cemento
intaccano rovinosamente anche il centro storico. Le abitazioni più
tradizionali risultano basse, con la cucina al piano terra. Alla casa si
accede attraverso sa logia (l'andito), che porta poi alla cucina e ad una
camera da letto, usata anche come ripostiglio (sa domo le ‘ara); un'altra
stanza, s'apossentu, e su ma‘assinu (il magazzeno) completano più o meno la
struttura delle antiche case. Sa logia talvolta era un piccolo andito, altre
volte un locale più ampio dove stazionava il telaio femminile e altri
arnesi. Qui si riponevano nelle ma‘erinas (nicchie) i recipienti d'acqua
potabile e vi poteva alloggiare sa mannalita (la capra domestica). Nella
domo le 'ara, luogo di riguardo, dormivano i genitori, si riponevano i beni
della famiglia (alimenti, corredo); si svolgevano i riti della vita
familiari. Il rione "su Piggiu" costituisce probabilmente il nucleo più
antico di insediamento, sia perché si concentra intorno alla chiesa di San
Giovanni Battista, la più antica parrocchia di Fonni, sia perché
caratterizzato da un tessuto urbanistico frammentato e irregolare, risultato
delle numerose divisioni ereditarie. Il rione comprende la zona che si
sviluppa tra "Canio" e "Logotza" da una parte, e "Pupuai" e "Ghinio"
dall'altra, gli altri rioni principali del paese. Il rione Canio si sviluppa
a sud dell'abitato, è pure il più alto, traendo origine dalla naturale
espansione "de su Piggiu" successivamente alla costruzione della chiesa di
San Giovanni Battista. Si suppone infatti che dopo la distruzione di
Sorabile (ad opera dei vandali) alcune tribù siano state spinte verso siti
più sicuri e si siano insediate nell'area circostante la chiesa di San
Giovanni, dando origine al primo nucleo abitativo di Fonni. Il rione Pupuai
si estende invece verso nord-ovest dell'abitato, ed è la parte più bassa del
paese. Si è sviluppato a cavallo della via San Cristoforo e in esso vi erano
numerose fontane, tra cui "sa untanedda de intinge peddes" (la fontanella
per tingere le pelli) e "sa funtana 'e sa oncia" (sempre per la concia della
pelli). Questo quartiere era anche molto ricco di orti che, in seguito, sono
stati sostituiti dalle abitazioni. La proprietà dei terreni era molto
frammentata in quanto erano poche le famiglie proprietarie di vasti lotti.
Anticamente a Pupuai vi erano "sas argiolas", spazi di terreno in cui veniva
portato il grano in covoni per essere trebbiato. Ancora oggi, in questa
zona, si svolge, per la festa del patrono, "sa arrela 'e vrores", una
competizione equestre accompagnata dalle emozionanti pariglie. Il rione
Ghinio, sviluppatosi dopo il 1850 (e in particolare tra il '50 e il '75), ha
tratto origine dal nucleo antico "Tarunele". La tradizione locale narra che
quando gli abitanti del villaggio di Piro Onne, posto in territorio del
marchesato di Quirra nella pianura di Villanova o Strisaili, scampati alla
peste nel 1528, si rifuggiarono nel territorio di Fonni, i fonnesi li
segregarono nella zona di Tarunele-Puppuai, allora disabitata. A questo
primo nucleo si aggiungeranno in seguito altre migrazioni. Infine il rione
Logotza, sviluppatosi tra il XVI e il XVII secolo, comprende la zona che si
sviluppa ad ovest del paese.
Link
www.bruncuspina.com
www.fonni.it
www.fonni.cjb.net
www.fonni.sardegna.it
www.borgodifonni.it
www.gruppofolkfonni.it
Fonte: Wikipedia.org.
Disponibile sotto GNU Free Documentation License
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