Ollolai
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Ollolai
Ollolai è un comune di 1.579 abitanti della provincia di Nuoro. Il territorio di Ollolai si estende nella Sardegna centrale su una superficie di appena 2.734 ettari in una forma allungata. La zona più interessante per la storia di Ollolai è il monte di "Santu Basili". Per arrivarci dall'abitato di Ollolai bisogna percorrere una strada in salita, comunque in buone condizioni e poco ripida, costeggiata sempre da agrifogli (Golòsti in limba), eriche (Ghiddostre), cisti e profumate di timi. Si sale fino alla cima di "Mareddu", chiamata "Sa Sedda"; Continuando attraverso un sentiero e scendendo verso destra, si trova la grotta de "Sa 'Onca Frabi'à" e appena più giù, sempre a destra, "Sa Ontana de Sos Pardes". La località, ricca di boschi e di acque, pittoresca e selvaggia, è certamente una delle più affascinanti e suggestive della Sardegna. Osservandola dall'interno, si ha l'impressione di trovarsi davanti a una profonda ed imponente chiostra, somigliante nella sua ciclopica architettuta ad un fantastico tempio naturale. Con una certa fatica si sale a "Sa Punta Manna" e a "Su Nodu de S'As'isorju", chiamata la "finestra della Sardegna" perché, dai suoi 1126 metri di altezza, è possibile spaziare lo sguardo, quando l'orizzonte è terso, sia sul Mar Tirreno sia sul Mar di Sardegna. Da questo enorme balcone naturale è possibile contemplare ancora tutta la Valle del Tirso, i piani del Marghine con i monti omonimi, i monti di Santu Lussurgiu e il Campidano superiore di Oristano, uno spettacolo che raramente si può contemplare in altre parti dell'isola. E sono proprio qui a "Santu Basili" le radici di Ollolai. Qui infatti abbiamo testimonianze dei primi insediamenti umani. Alle falde di queste montagne, infatti, l'archeologia ci viene ina aiuto per parlarci dei primi antenati degli Ollolaesi risalenti a ben 4000 anni prima di Cristo. A questi si unirono i popoli fuggiaschi delle pianure del Camidano per sottrarsi all'invasore Cartaginese. Gli Iolaesi, appunto, chiamati in un secondo tempo Iliesi. Da essi avrebbe avuto origine il paese di Ollolai. Oltre alla zona di "Santu Basili", si parla di reperti trovati nelle zone di: Sinasi, Su Tri'inzu, Puzone, S'Enucrarzu, Sa 'Erina, Sos Molinos, Donni'eddu(di orogine giudicale), Sos Gadones, Moroniai, Orroco'ina. Gli abitanti della Barbagia di Ollolai(chiamata così in quantoil paese in questione ne era la Capitale),mentre nelle pianure della Sardegna il cristianesimo si era rapidamente imposto, praticavano ancora il paganesimo(IV° Sec. a.C.). L'allora imperatore bizantino Maurizio comprendendocheil dominio non sarebbe mai stato completo fino a che i Barbaricino fossero romasto autonomi, chiese l'intervento del Papa Gregorio Magno. Il pontefice si rivolse allora al capo dei barbaricini, Ospitone , che viveva, secondo la leggenda, sui monti di "Santu Basili". Si rivolse a lui in quanto questi si era già convertito alla religione cristiana, per aiuitareo quanto meno non ostacolare l'opera missionaria dei suoi inviati Felice e Ciriaco. Altro punto cruciale nella storia dell'antica Capitale della Barbagia, è l'incendio del 5 Agosto 1492, che distrusse buona parte del paese. Le cause di questo distastro sono da ricercarsi nella "Disamistade" di quegli anni tra le due famiglie più potenti del paese, gli Arbau e i Ladu, i primi erano favorevoli agli Aragonesi, i secondi parteggiavano per Arborea. Accadde che un figlio dei Ladu, che un gruppo di frati che vivevano sul famigerato monte, istruivano con cura, venne ucciso e il suo corpo ritrovato in un pozzo situato nell'orto dei frati. Erano ovviamente stati gli Arbau gli autori del delitto, ma si diede ad intendere alla gente che erano stati gli stessi frati ad assassinare il giovane Ladu, allorchè questi furono costretti ad abbandonare il villaggio portandosi dietro un antichissimo crocifisso ligneo, ancora oggi conservato nella chiesa di Santa Maria Maddalena ad Oristano. Solo due giorni dopo la partenza dei frati, si scatenò l'improvviso incendio, che la leggenda vorrebbe attribuire a una maledizione scatenata dagli stessi frati. È più probabile che l'incendio fosse dovuto a una rappresaglia dei Ladu, compiuta dopo che essi compresero appieno l'orribile macchinazione dei loro mortali nemici. È emblematico come negli stessi mesi in cui aveva inizio, almeno simbolicamente la cosiddetta Età Moderna, per questo piccolo centro della Sardegna centrale, un tempo glorioso e rispettato, iniziasse, invece, una decadenza che si è protratta quasi fino ai giorni nostri.

Link
www.ollolai.com
www.comunas.it/ollolai/
www.poddapasqualina.com

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