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Siena - Piazza del Campo
La storia della Piazza
Lo spazio che diventerà la piazza era, alle origini di Siena, un terreno
bonificato per permettere il defluvio delle acque piovane. Il nucleo della
città in formazione si trovava più in alto, nella zona di Castelvecchio e il
futuro "Campo" era uno spazio per i mercati, appena laterale rispetto alle
principali strade di comunicazione che passavano per la città e situato
esattamente ad un crocevia. Qui si incontrano ancora oggi le direttrici per
Roma a sud-est, il mare a sud-ovest e Firenze a nord.
La storia della Piazza si intreccia fortemente con quella della costruzione
del Palazzo Comunale o Palazzo Pubblico, che si affaccia sulla piazza.
Le prime notizie
Il primo documento che parla di sistemazione dello spazio del "Campo" è del
1169 e si riferisce a tutta la vallata comprendente sia l'attuale piazza che
la Piazza del Mercato, al giorno d'oggi retrostante al Palazzo Comunale. In
questa data, la comunità senese acquista il terreno che andava dalle attuali
Logge della Mercanzia all'attuale Piazza dle Mercato.
La prima notizia di una suddivisione delle due piazze si ha nel 1193 e fa
dedurre che nel frattempo fosse stato costruito almeno un muro divisorio,
forse per arginare le acque piovane.
Il governo dei Ventiquattro
Fino al 1270, con il Governo dei Ventiquattro (1236-1270), lo spazio della
futura piazza viene usato per fiere e mercati.
Se da una parte il Campo non è un mero "campo", dall'altra non viene
progettato "a tavolino". Nonostante non abbia ancora assunto la forma che
vediamo oggi, sembra esserci già un'intenzione di farne uno spazio destinato
sia alle feste pubbliche, in analogia a quello che il Duomo è per le feste
religiose, sia ai mercati e ai commerci in genere (vi si trova la dogana).
Il governo dei Nove
Caduto questo governo degli aristocratici, con il Governo dei Nove
(1287-1355) si comincia a pensare a una sede "neutra" per il governo della
città. Questo nucleo del Palazzo Comunale, darà anche impulso ad una consona
sistemazione della piazza antistante.
La pavimentazione della piazza iniza nel 1327 e termina nel 1349. Ancora
oggi, la parte centrale è pavimentata in modo analogo, con la suddivisione
in nove spicchi a memoria del Governo dei Nove.
La formazione del perimetro
Lo skyline e la struttura di piazza del Campo non sono nati
"spontaneamente". Durante gli anni della sua costruzione, il governo di
Siena ha via via emanato leggi al fine di uniformare facciate, spazi, fronti
architettonici e di allineare il profilo e il perimetro dello spazio. Valga
per tutti la distruzione della chiesa dei Santi Pietro e Paolo (posta tra
gli attuali vicoli di San Pietro e di San Paolo), perché sporgente rispetto
al perimetro che i palazzi circostanti stavano lentamente delimitando.
La Cappella di Piazza
La Cappella di Piazza fu edificata nel 1352 a rigraziamento dello scampato
pericolo della peste che aveva colpito la città nel 1348.
La cappella è addossata alla Torre del Mangia, e sporge rispetto al profilo
del Palazzo comunale. I pilastri d'angolo furnon ricostruti più volte e
hanno assunto la loro forma attuale nel 1376. La semplice tettoia che vi
appoggiava fu sostituita da Antonio Federighi tra il 1461 e il 1468. Le
nicchie nelle colonne vengono riempite da statue. L'affresco sopra l'altare
fu dipinto dal Sodoma tra il 1537 e il 1539.
Torre del Mangia
La Torre del Mangia è così chiamata dal soprannome di "mangiaguadagni" dato
al suo primo custode Giovanni di Balduccio (o "di Duccio"), famoso per
apprezzare molto i piaceri del cibo e sperperare quindi a tavola i propri
guadagni.
È alta 102 metri fino al parafulmine.
Fu costruita tra il 1325 e il 1348. Narrano le cronache che nelle fondamenta
siano state sepolte alcune monete benauguranti e che sotto ogni spigolo
("canto") siano state inserite pietre con lettere ebraiche e latine perché
non vi potesse cascare "tuono né tempesta". Questa usanza era molto comune
nel Medioevo. Inoltre, i quattro angoli sono perfettamente orientati in
direzione N-S ed E-O.
La costruzione del corpo centrale fu affidata ai fratelli aretini Francesco
e Muccio (o Minuccio) di Rinaldo (1338-40), forse sotto la direzione di
Maestro Agostino di Giovanni che risulta pagato come "operaio" nel 1339. I
di Rinaldo probabilmente costruirono la parte in cotto e muratura mentre
Agostino di Giovanni avrebbe realizzato la parte superiore in travertino
bianco, su disegno di Maestro Lippo pittore, probabilmente Lippo Memmi,
cognato di Simone Martini.
L'orologio fu costruito nel 1360 da Bartolomeo Guidi. Nel 1428 il quadrante
era dipinto e nel 1776 fu rifatto in pietra e ornato di un affresco coperto
da una tettoia. Questi ultimi due elementi sono scomparsi con i restauri di
inizio Novecento.
"Sunto", il campanone
Dopo svariati tentativi di fusione, la prima campana fu fusa nel 1348 e
installata nel 1349 nella cella campanaria. Fu sostiutita nel 1634 ma questa
risultò imperfetta. Nel 1666 fu installata la campana attuale, chiamata dai
senesi sunto (per la dedica a Maria Assunta) o campanone. Pesa 6.760 chili e
a causa della sua mole venne stavolta installata sopra la cella campnaria,
dove la vediamo oggi. Anche questa, però, non doveva essere fusa in modo
perfetto, nonostante fosse stata fusa due volte, nell'anno precedente.
Ancora oggi il suo suono non è uniforme e varia a seconda del punto in cui
viene percossa dal batacchio. Essendo suonata in modo tradizionale solo nel
giorno del Palio, il suo suono particolare viene associato dai senesi
all'imminenza della festa. In tutti gli altri giorni dell'anno, le ore
vengono battute da un martelletto automatico esterno alla campana stessa.
Fino al 1379 il custode della torre batteva anche le ore, ma in quell'anno
venne sostituito da un automa ligneo che, in memoria del primo custode, fu
chiamato "Mangia". Questo automa divenne di metallo nel 1425 e poi in
pietra. Nel 1780 venne sostituito dal martelletto citato, e il "Mangia" in
pietra viene conservato ancora oggi nel Cortile del Podestà (vedi Palazzo
Comunale.
Palazzo Petroni
Il Palazzo Petroni è il primo palazzo che si affaccia sulla piazza a
sinistra guardando Palazzo Comunale e ad angolo con la via di Salicotto.
Dal 1350 ha ospitato l'archivio notarile, un cassone dove venivano riposte
le bolle d'oro, i "Caleffi" e gli atti più importanti. Questa collocazione
salvò l'archivio da una rivolta contro il governo dei Nove, scoppiata nel
1355 e aizzata dai nobili e da Carlo IV, durante la quale furono bruciati
solo i bossoli e i registri conservati ancora nella basilica di San
Domenico, dove anche l'archivio si trovava fino al 1338.
Questo ha permesso di conservare fino ai nostri giorni l'archivio del
periodo 1338-1536.
Palazzo Saracini
Il Palazzo Saracini deriva il nome dalla famiglia omonima: lo stemma dei
Saracini può ancora essere visto sopra il portone di ingresso in via di
Città (al civico 15).
Il Palazzo, raffigurato nell'affresco del Buon Governo del Lorenzetti, è
caratterizzato da una scala quattrocentesca ad archi rampanti.
Dopo numerosi passaggi di proprietà, fu acquistato, ai primi dell'800, dalla
famiglia De Metz, originaria di Ortisei, che si trasferì a Siena per aprire
un commercio all'ingrosso di mercerie. Bianca De Metz, alla fine del secolo,
sposò il figlio del pittore Antonio Ciseri, cui portò in dote il palazzo.
Anche oggi, nell'appartamento al piano nobile tuttora appartenente agli
eredi di Bianca, si possono ammirare numerosi dipinti di Antonio Ciseri, tra
i quali il ritratto multiplo "La Famiglia Bianchini".
Il Palio
La Piazza è famosa anche perché accoglie due volte all'anno, esattamente il
2 luglio e il 16 agosto, il Palio delle Contrade. Si tratta di una corsa di
cavalli unica al mondo che vede confrontarsi le diciassette storiche
contrade che compongono la città toscana.
Tre giri intorno all'anello di tufo (la pista che circonda la piazza,
piastrellata di pietra serena, viene ricoperta dal tufo che permette ai
cavalli di correre), una corsa sfrenata e appassionata che porta alla
vittoria una sola contrada.
Fonte: Wikipedia.org
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