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Malaga
Málaga è una città di 547.000 abitanti, situata nella comunità autonoma
dell'Andalusia, nel sud della
Spagna. Capoluogo dell'omonima provincia, è
affacciata sul Mediterraneo, a poco più di 100 km dallo
stretto di
Gibilterra, nei pressi della foce di due fiumi: il Guadalmedina, che divide
il centro storico dalla città nuova, e il Guadalhorce. La città costituisce
la capitale culturale ed economica della Costa del Sol.
Clima
Il clima di Malaga è mediterraneo subtropicale, con una temperatura media
annuale di 18,0º C (media massima 25,4º C ad agosto e media minima 11,9º C a
gennaio). Eccezionali sono le gelate, mentre l’estate è calda e umida,
eccetto quando soffia il terral (vento secco dell’interno), che fa salire
notevolmente le temperature (con picchi di oltre 44º C nel 1978 e 1994).
Málaga gode di 2.815 ore di sole all’anno.
L’umidità media è del 66%, con 43 giorni di precipitazioni all’anno,
concentrati soprattutto tra i mesi di novembre e gennaio, in cui cadono in
media 524 mm di pioggia, pari al 50% delle precipitazioni medie annuali.
L’irregolarità delle piogge si manifesta talvolta in piogge torrenziali di
grande entità (il record è di 313 mm di pioggia in un solo giorno, il 27
settembre 1957).
Patrimonio storico-culturale
Málaga può vantare un patrimonio storico e archeologico di notevole varietà,
dovuto all’avvicendarsi di varie dominazioni. Al I secolo d.C. risale il
teatro romano, mentre in epoca araba furono costruiti il castillo de
Gibralfaro (su resti fenici preesistenti) e l’Alcazaba, una fortezza-palazzo
che domina la città.
Dell’epoca cristiana è invece la cattedrale dell’Incarnazione: l’imponente
edificio non venne ultimato e per la mancanza di una delle due torri
campanarie della facciata è stata ribattezzata affettuosamente La Manquita
(la monca).
Málaga è oltretutto conosciuta per aver dato i natali a Pablo Ruiz Picasso:
in Plaza de la Merced è visitabile la sua casa natale, mentre il Museo
Picasso (uno dei maggiori al mondo dedicati all’artista) e il Centro di Arte
Contemporanea (CAC) sono il fiore all’occhiello dell’offerta museale della
città, che ha sottoposto la propria candidatura come capitale europea della
cultura nel 2016.
Centro di arte contemporanea di Malaga
Il Centro di Arte Contemporanea di Malaga (Centro de Arte Contemporáneo de
Málaga, o CAC Málaga) è un museo con sede presso l'edificio dell'Antico
Mercato dei Maggioristi di Malaga (Spagna), sulla riva destra della foce del
fiume Guadalmedina. Venne inaugurato il 17 febbraio 2003 dalla S.A.R. la
Infanta Cristina e fu aperto al pubblico il 23 febbraio 2003.
Si estende su una superficie di 6.000 m², dei quali 2.400 riservati alle
esposizioni.
Ispirato al modello tedesco delle Case dell'Arte (Kunsthaus), vuole essere
un luogo di riflessione sull'arte contemporanea, un centro aperto e dinamico
che tenda a divenire un punto di riferimento non solo a livello spagnolo ma
anche sullo scenario europeo per le arti plastiche dei secoli XX e XXI.
La collezione permanente consta di oltre 400 opere, ma nel museo sono
allestite anche esposizioni temporanee, laboratori e congressi
Folklore
Fedele al proprio spirito di città andalusa,
Malaga vanta numerosi eventi
festivo-religiosi e folkloristici, tutti caratterizzati da un’atmosfera
allegra e variopinta:
- la Cabalgada de los Reyes Magos (Cavalcata dei Re Magi), con la sfilata
dei protagonisti per le vie del centro, portati su carri da dove lanciano
dolci e regali ai bambini;
- la Semana Santa (Settimana Santa), che assieme a quella di
Siviglia è
considerata tra le migliori dell’Andalusia. Si celebra con processioni delle
varie confraternite nei giorni che vanno dal viernes de Dolores (il venerdì
che precede la Domenica delle Palme) alla domenica di Pasqua;
- la Feria de Agosto o Feria de Malaga, in cui l’allegria dei malagueños
esplode in canti, balli (flamenco, sevillana), fuochi d’artificio, giostre e
sfilate di cavalli andalusi. Di giorno la feria si svolge in centro città,
mentre la sera il divertimento si sposta in un’area periferica appositamente
attrezzata con ristoranti, bar, churrerías (bancarelle di degustazione di
churros) e discoteche all’aperto.
Storia
Nonostante nella regione siano state trovate tracce di presenza umana fin
dalla preistoria (dolmen ad Antequera, pitture rupestri a Benoaján,
ceramiche a Nerja), Málaga deve le sue origini al fatto di essere stata una
delle colonie fondate dai fenici di Tiro intorno al VII secolo a.C. lungo il
Mediterraneo occidentale, probabilmente per le buone condizioni di approdo
ai piedi del monte Gibralfaro. In tale epoca la città era nota come Malaka,
toponimo derivato probabilmente dalla parola fenicia per “sale”, perché
l’industria della salatura ai fini di conservazione delle vivande era
l’attività all’epoca più importante; in altre lingue semitiche la parola
“sale” è מלח (melak) in ebraico e ملح (milh) in arabo.
La città divenne poi probabilmente la colonia greca di Mainake, di cui non
rimangono altre tracce se non in documenti, passando poi sotto il dominio di
Cartagine. Secondo il geografo Strabone, la città aveva pianta irregolare.
Alcuni secoli più tardi, alla presenza cartaginese successe quella romana,
in cui la città raggiunse un ragguardevole sviluppo; diventata città
confederata, Málaga venne retta da un codice speciale, la Lex Flavia
Malacitana. Dell’epoca romana rimangono il teatro romano e alcune sculture
conservate nel Museo Archeologico Provinciale.
Poi venne l’invasione dei visigoti (V secolo), in cui si ebbero anche alcune
incursioni bizantine. Tale epoca non ha lasciato quasi tracce.
A partire dalla conquista araba, fu inglobata nella regione di Al-Andalus e
venne ribattezzata Mālaqa (in arabo مالقة). Dopo la divisione del territorio
in taifas (sorta di province), nel 1026 la città divenne la capitale della
taifa hammudita. Dell’epoca araba rimangono tracce nel centro storico, ma
principalmente nella Alcazaba e nel Castillo de Gibralfaro. In questa epoca
visse uno dei figli più illustri di Málaga: il filosofo e poeta ebreo
Avicebron (Shelomoh ibn Gebirol).
La presa della città da parte dei castigliani rappresentò uno dei momenti
più sanguinosi della storia di Málaga. La città, cinta d’assedio da 45.000
uomini e difesa da forze tre volte inferiori, oppose una fiera resistenza
per quasi mezzo anno, finché fu costretta alla resa il 13 agosto 1487. Il re
Fernando il Cattolico negò ai vinti una capitolazione onorevole e, ad
eccezione di alcuni disertori, i 15.000 sopravvissuti della città furono
condannati a morte o ridotti in schiavitù.
La città seguì poi le sorti della Spagna, ma non trasse beneficio dai
commerci con le Americhe.
Nel 1831 Málaga fu il teatro dell’esecuzione di José María Torrijos,
liberale spagnolo in lotta contro l’assolutismo di Fernando VII. A ricordo
del suo sacrificio è stato eretto un obelisco in Plaza de la Merced.
Málaga fu anche città pioniera nei tempi della rivoluzione industriale, in
cui per lungo tempo contese a Barcellona la palma di città più
industrializzata del paese. In quest’epoca di rapido sviluppo emersero la
famiglia Larios e il politico conservatore Antonio Cánovas del Castillo.
Durante la guerra civile spagnola, Málaga venne bombardata dai nazionalisti
e dall’aviazione fascista mandata da Mussolini; l’attacco provocò una fuga
massiccia verso la zona repubblicana di Almería. La città fu infine presa
dai franchisti l’8 febbraio 1937.
Negli anni del dopoguerra per la città iniziò una fase di espansione dovuta
al crescente afflusso di turisti verso la Costa del Sol, che negli anni
Sessanta assunse il ritmo di un vero e proprio boom economico ed edilizio.
Ancora oggi Málaga è in fase di espansione grazie al turismo, alle attività
connesse ed al terziario.
Fonte: Wikipedia.org.
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