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Valladolid
Valladolid è una città spagnola posta al centro della Comunità Autonoma di
Castiglia e Leon, di cui è la capitale. È il capoluogo della provincia di
Valladolid.
Clima
Il clima di Valladolid è mediterraneo continentale: probabilmente l'antico
detto castigliano "Nove mesi di inverno e tre di inferno" (Nueve meses de
invierno y tres de infierno) lo caratterizza alla perfezione. Le temperature
sono relativamente basse, con una media annuale di 12,3º; gli inverni sono
freddi, con nebbia e gelate (61 giorni di gelate all'anno, in media), anche
se le grandi nevicate sono poco frequenti per la particolare situazione
geografica della città. Le estati sono in genere calde e secche, con
temperature massime intorno ai 30º, ma con minime fresche. I record di
temperature sono i 40,2º del 19 luglio 1995 ed i -11,5º del 14 febbraio
1983. Presso l'osservatorio di Villanubla le temperature registrate sono piú
basse.
Le precipitazioni, anche se scarse in quanto Valladolid si trova nella
regione più arida della Meseta del nord, sono ripartite in modo abbastanza
regolare nel corso dell'anno; sono però registrabili due minimi: uno
coincidente con l'estate, ed un altro a marzo. Complessivamente, in media in
un anno di sono 2.534 ore di sole e 71 giorni di pioggia.
Patrimonio e cultura
La città di Valladolid possiede un patrimonio turistico importante e,
nonostante l’autodistruzione degli anni ’60 del XX secolo, mostra ancora
diverse manifestazioni architettoniche della sua passata gloria.
In primis, non si può non citare la cattedrale (Catedral de Nuestra Señora
de la Asunción), grandiosa opera progettata da Juan de Herrera (l’architetto
che progettò anche El Escorial) rimasta incompiuta, in particolare a causa
dello spostamento della capitale del regno a Madrid: tale avvenimento
distolse l’interesse dalle opere allora in costruzione a Valladolid, come la
cattedrale, tanto più che il grande incendio del 1561 richiedeva che almeno
in parte i fondi disponibili venissero destinati alla ricostruzione della
città.
Altro edificio di tutto rilievo è la Chiesa di Santa Maria la Antigua.
Vicino all’Antigua e di fronte alla Cattedrale si trova il palazzo della
facoltà di Diritto dell’Università di Valladolid, la cui facciata è una
delle poche opere ancora visibili di Narciso Tomei, l’artista che progettò
anche parte della cattedrale di Toledo. Nella Plaza de la Universidad fra la
cattedrale e la facoltà di Diritto vi è un monumento a Miguel de Cervantes,
che sembra volerci rammentare che la sua sola casa ancora esistente si trova
proprio a Valladolid.
Oltre alla Chiesa di Santa Maria La Antigua, Valladolid vanta anche un'altro
interessantissimo edificio sacro quale la Chiesa di San Pablo, classico
esempio di gotico isabellino di epoca quattrocentesca, progettata da Simòn
de Colonia.
La piazza più importante della città è però la Plaza Mayor: questa di
Valladolid fu la prima della sua forma in Spagna, e servì come modello per
quella di Madrid e per tutte le future plazas mayores del mondo ispanico.
Valladolid è una città di musei: il Museo Nazionale di Scultura, di
importanza internazionale, riunisce la più grande collezione spagnola di
sculture in legno policromo; è ora in piena fase di ampliamento (processo
che include la restaurazione dello storico Colegio de San Gregorio, la Casa
del Sol, la chiesa di San Benito el Viejo ed il Palacio de Villena, quest'ultimo
già riaperto). Sono degni di nota anche i musei di recente costruzione, come
quello della Scienza, vicino al fiume Pisuerga, ed altri attualmente in
progetto, tra i quali il Museo del Cinema e della Comunicazione.
La città fa anche parlare di sé per le notevoli iniziative in campo
culturale. Annualmente si celebra la "Seminci", il secondo festival del
cinema più importante di Spagna dopo quello di San Sebastian, e ben 4 premi
Cervantes (la massima onorificenza letteraria in lingua castigliana) sono
legati a Valladolid: Miguel Delibes, Jorge Guillén, Francisco Umbral y José
Jiménez Lozano (i primi due sono cittadini naturalizzati). Un altro grande
scrittore nato a Valladolid è Gustavo Martín Garzo. Uno spettacolare evento
culturale tradizionale è la Settimana Santa, con le sue sculture policrome
di grande valore artistico (di maestri come Gregorio Fernández, Juan de Juni
o Alonso Berruguete), che attrae ogni anno un gran numero di visitatori da
tutta la Spagna e dal resto del mondo.
Altresì va ricordata la tradizione culinaria della città e della regione che
si esprime principalmente attraverso la preparazione di piatti a base di
carne. Da segnalare in primis il "lechazo asado" cioè l'agnellino da latte
arrosto, nonchè altri piatti quali il "cocido castellano" o "sopa de ajo"
cioè una zuppa a base di brodo, aglio, uova e pancetta affumicata.
Semana Santa
L'importanza della Settimana Santa vallisoletana senza dubbio prescinde dai
semplici interessi turistico, artistico o folcloristico, peraltro
importanti: è prima di tutto un tempo dedicato alle devozioni dei fedeli che
desiderano rievocare suggestivamente la Passione del Signore. La pietà, il
talento ed il rispetto per la tradizione delle confraternite (cofradías) di
Valladolid permeano ogni anno la città di un clima misto di ammirazione e
preghiera.
La storia della Settimana Santa vallisoletana risale al 16 marzo 1848: a
quei tempi le processioni si celebravano all'interno di conventi, luoghi di
nascita delle cofradías più antiche, come Santa Vera-Cruz, La Piedad, La
Pasión e Nuestro Padre Jesús Nazareno.
Ogni anno, dunque, è possibile veder sfilare per le strade cittadine una
delle principali esposizioni di iconografia religiosa, sculture che hanno
fatto sì che la Settimana Santa di Valladolid sia stata dichiarata evento di
Interesse Turistico Internazionale.
Carri processionali come la ‘Vergine delle Angustie’ (‘Virgen de las
Angustias’), una delle principali sculture di Juan de Juni, ‘La Sacra Cena’
(‘La Sagrada Cena’), di Juan Guraya, ‘La Orazione dell'Orto’ (‘La Oración
del Huerto’), di Andrés de Solanes, ‘Il Signore legato alla Colonna’ (‘El
Señor Atado a la Columna’), di Gregorio Fernández, o ‘Le lacrime di San
Pietro’ (‘Las lágrimas de San Pedro’), di Juan de Ávila, ricordano
facilmente a tutti come la religione sia fortemente legata all'arte, e che
la bellezza permea la settimana di Passione in tutte le strade, dove il
silenzio ed il rispetto per la tradizione (che purtroppo di anno in anno si
van perdendo da parte del popolo) acquistano un significato distinto.
La Settimana Santa vallisoletana non solo si distingue per la bellezza ed
importanza artistica delle sue sculture, che si possono ammirare, pressochè
nella loro totalità, nella ‘Processione generale del Venerdì Santo’, ma
anche per la originalità che alcune confraternite imprimono alle sue
processioni, sempre uguali eppure sempre così distinte: tutte senz'altro
degne di essere viste, tutte ricche di incanto, tutte permeate di un mistero
ed una maestosità capaci di convertire questo avvenimento religioso in
qualcosa di più che un semplice passeggio per vie e quartieri: lo
trasformano in un portentoso esempio di rispetto per le tradizioni, per la
pietà popolare, per l'arte.
Origine del nome della città
L'origine del nome di Valladolid non è del tutto chiaro, anticamente si
riteneva che provenisse da Valledolit o Valle de Olit, un Moro che si
riteneva comandasse la città, però questa teoria è stata abbandonata.
Un'altra origine possibile potrebbe essere Vallis olivetum, ovvero Valle
degli Olivi, anche se, visto il clima estremo della città non è molto
probabile che ci fosse una grande quantidà di olivi nella zona. Una
ulteriore teoria è quella che relaziona il nome di Valladolid
all’espressione araba Balad-Al-Walid, ossia terra del padre.
L'origine più probabile della parola sembra l'espressione celtica Vallis
tolitum (Valle delle Acque), poiché il luogo si trova alla confluenza di due
fiumi, il Pisuerga e l'Esgueva, che prima di essere canalizzati si
dividevano in diversi rami. Un'altra teoria, più probabile per il nome degli
abitanti detti "vallisoletanos", è che il termine stia per "valle del sole"
o "valle soleggiata" (nel medioevo era chiamata "Vallisoletum"), per la
grande quantità di ore di sole che riceve la valle tanto in inverno quanto
in estate.
Esistono anche altri due termini con i quali la città viene designata:
Pucela e Pincia.
Pucela è un’invenzione del sec. XX: gli storici assicurano che si tratta di
semplici supposizioni, che però sono entrate nel cuore della gente di
Valladolid, tanto che ora nessuno dubita della veracità di tale nome. Si
racconta che nel sec. XV alcuni cavalieri vallisoletani lottarono al lato di
Giovanna d'Arco, in Francia, contro gli inglesi. Giovanna d’Arco era
conosciuta con l’epiteto di Donzella di Orleans (Doncella de Orleans). In
francese, donzella si dice pulcelle, vocabolo simile al castigliano di quel
tempo pucela. Al termine della guerra, i cavalieri tornarono a Valladolid e
raccontarono le proprie prodezze e le proprie conquiste amorose, e tutto ciò
che era successo con la "Pucela de Orleans". A partire da allora si iniziò a
chiamarli pucelanos, da cui derivò l’eponimo di Pucela per la città.
Il professore don Celso Almuiña dell’Università di Valladolid ha un’altra
teoria. Valladolid si trova in una valle nella quale scorrono il rio
Pisuerga, l’Esgueva ed il Duero, ai quali si può aggiungere anche il Canale
di Castiglia: è dunque un luogo verde ed umido, in mezzo ad un intorno
secco, quasi fosse una pozza: e, dal termine pozza (poza), pucela.
Vi sono anche altre teorie, ma in ogni caso questo termine è radicato
nell’animo della gente: allo stadio della città non si tifa ¡Valladolid!, ma
¡Pucela!.
Per designare la città vi è anche il termine di Pincia, che sembra avere
un’origine più colta. Vicino a Peñafiel esisteva una importante città celta:
Pincia; nel Rinascimento la si identificò con Valladolid, e, secondo l’uso
dell’epoca di relazionare tutto con le civiltà greca e romana, il nome di
Pincia venne associato a questa città. Più tardi si dimostrò che non vi era
relazione alcuna fra le due città, ma ormai anche questo terzo nome della
città era conosciuto e rimasto caro ai vallisoletani.
Storia della città
Fondazione
I primi insediamenti noti nell'area di Valladolid risalgono all'antichità.
Infatti esistono ritrovamenti di oggetti di popoli celtiberici e resti di un
accampamento romano, Pincia (Pintia), nei pressi dell’attuale località di
Padilla del Duero. Il nucleo iniziale della città si trovava nella zona
della piazza di san Miguel y el Rosarillo, nei pressi della chiesa di San
Pelayo, ed era circondato da una palizzata. Recenti studi archeologici hanno
dimostrato che Valladolid poteva contare fino a tre differenti muraglie, i
cui scarsi resti si cerca oggi di recuperare.
Conquista musulmana
Valladolid è stata conquistata dai Mori nel X secolo.
Espansione
La crescita di importanza della città iniziò quando Alfonso VI ne concede la
signoria al conte Pedro Ansúrez nel 1072. Il conte fece costruire un palazzo
per se e la sua sposa, la contessa Eylo, che è andato perduto. Edificò anche
la Colegiata de Santa María e la chiesa de La Antigua.
Durante i secoli XII e XIII Valladolid ebbe una rapida crescita, favorita
dai privilegi commerciali concessi dai re Alfonso VIII e Alfonso X Il Saggio
e dalla ripopolazione dopo la Reconquista.
In questi secoli la città veniva abitualmente utilizzata come residenza
reale e sede delle Corti. L'Alcazarejo fu trasformato in Alcázar Reale e la
regina Maria de Molina si fece edificare nella città un palazzo che fu la
sua residenza abituale. Il 14 ottobre del 1469 Isabella I di Castiglia e
Fernando V di Aragona celebrano il loro matrimonio in segreto nel Palacio de
los Vivero.
Nel XI secolo, durante il ripopolamento dell'altopiano, il re di Castiglia
Alfonso VI ordinó conti don Pedro Ansúrez e la moglie, donna Eylo.
Secoli XVI-XVIII
Nel 1489 viene istituito definitivamente il tribunale di Chancillería e nel
1500 quello dell'Inquisizione, per giudicare atti di eresia, dando luogo
alla celebrazione degli Auto de Fe.
Nel 1506 muore a Valladolid Cristoforo Colombo, il suo corpo fu sotterrato
nella città ma fu traslato posteriormente.
In quel periodo Valladolid era la capitale della parte spagnola dell'impero
di Carlo I di Spagna e V di Germania, figlio di Giovanna la Pazza e di
Filippo il Bello e noto agli italiani come Carlo V, e raggiunse grande
importanza politica, giudiziaria e finanziaria. La città perse tutti i suoi
privilegi, ritirati da Carlo I per rappresaglia contro i comuneros che se
opposero alla sua incoronazione.
Il 21 maggio 1527 nasce colui che diventerà Filippo II. Nel 1561 la città fu
distrutta da un pauroso incendio. Filippo II si impegnò a ricostruire la
città, facendo edificare la prima vera e propria piazza "mayor" di Spagna.
La sua decisione di trasferire la corte di Valladolid a Madrid non solo
provocò l'interruzione dei lavori della cattedrale, ma anche lo
smantellamento di tutto l'apparato amministrativo e commerciale che
dipendeva dalla presenza della corte in città, dando così inizio ad un'
epoca di decadenza dalla quale la città non riuscirà a riaversi fino al XIX
secolo. Allora si verificò una espansione limitata, culminata con la
concessione del titolo di Città, ma che non poteva essere in alcun modo
paragonata a quella avvenuta negli anni durante i quali Valladolid era
capitale dell'Impero sul quale "il sole non tramonta mai". Nel 1601 Filippo
III trasferì di nuovo la corte a Valladolid, ma cambiò di nuovo idea nel
1606.
Secolo XIX
Durante questo secolo la città comincia a risorgere. Fu presa nel 1808 dal
Generale francese Dupont, e liberata dall'esercito comandato da Wellington
nel luglio del 1812.
A partire dal 1830, con la confisca ed il riordino in provincie del
territorio spagnolo si riattiva timidamente il commercio e
l'amministrazione. Quando Mendizábal trasferisce gli immensi orti e giardini
dei conventi e relativi immobili si sfrutta questa opportunità per aprire
nuove strade e creare servizi pubblici nei nuovi edifici. L'arrivo della
ferrovia a Valladolid porta un grande impulso allo sviluppo e decide le
direzioni di espansione della città.
Durante questo secolo la città non cresce molto ma subisce importanti
modifiche nella struttura visto che si creano nuove vie, piazze e giardini,
come quello di Ponente, si risistema il Campo Grande, si incanala e devia il
fiume Esgueva in modo da mettere fine alle inondazioni. Tutto questo è
possibile grazie alle grandi capacità amministrative di sindaci come Miguel
Íscar.
Secolo XX
La città di Valladolid ha sperimentato l'instabilità caratteristica della
politica spagnola durante le prime decadi del secolo scorso. La popolazione
salutò l'instaurazione della Repubblica nel 1931, regime al quale venne poi
posta fine in modo sanguinoso con la
Guerra civile spagnola (1936-39),
durante la quale, in un primo momento, Valladolid (dove nel 1934 la Falange
si era unita al JONS) ed il resto della Vecchia Castiglia, fecero parte
della "zona nacional". Dopo le difficoltà gravissime dei primi anni del dopo
guerra, a partire dai primi anni '50, Valladolid vive un decisivo
cambiamento dovuto principalmente all'istallazione di industrie
autonobilistiche (come la FASA - Renault) e di altri settori (Endasa, Nicas).
L' assorbimento di migliaia di emigranti, arrivati in città dalle campagne
della Castiglia, provoca un notevole aumento demografico e urbanistico.
Quest'ultimo si sviluppa fuori da ogni controllo, nascono nuovi sobborghi ("barrios")
di operai (ad es. La Rondilla) e nei vecchi quartieri ("el casco viejo") si
produce una perdita irreparabile di patrimonio urbanistico: edifici antichi,
compresi decine di palazzi rinascimentali, furono demoliti per far posto a
blocchi di condomini, che deturpano l'armonia architettonica della città.
Con l'arrivo della democrazia in Spagna, Valladolid continua la sua
crescita. Nelle prime elezioni municipali democratiche (1979) viene eletto
sindaco il socialista Tomás R. Bolaños, che manterrà la carica fino al 1995,
anno in cui il partito conservatore P.P.E. vince le elezioni. Negli anni '80
vengono edificati nuovi quartieri residenziali che portano ad un aumento
dell'estensione della città.
Valladolid è cresciuta oltre i propri limiti e ingloba i comuni limitrofi.
Questa trasformazione urbanistica è stata definita dal docente emerito di
geografia urbana Jesús García come il passo «dalla città all'
agglomerazione».
Link
http://www.ava.es
http://www.uva.es
http://www.fmcva.org
http://www.nortecastilla.es
http://www.auvasa.es
Fonte: Wikipedia.org.
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