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Palazzo Madama
Situato nella centralissima piazza Castello a Torino, Palazzo Madama (il cui
nome completo è Palazzo Madama e Casaforte degli Acaja) è un connubio di
duemila anni di storia del Piemonte. Agli inizi del I secolo infatti qui
sorgeva una porta nelle mura che portava al Decumano Massimo di Augusta
Taurinorum: due torri (restaurate ma esistenti ancora oggi) testimoniano la
porta che aveva quattro aperture a volta, destinate all'entrata/uscita dalla
città, alla via verso est e alla via per la capitale, Roma. Dopo la caduta
dell'Impero Romano, la porta venne trasformata in un fortilizio atto alla
difesa cittadina, anche se mantenne l'originaria funzione di varco.
Passano i secoli e la fortificazione di Porta Fibellona passa di proprietà
dei Savoia-Acaja (ramo cadetto dei Savoia) che nella prima metà del XIV
secolo lo ingrandiscono a castello. Un secolo dopo è sempre un Acaja,
Ludovico, a rimaneggiare il castello facendogli assumere la forma quadrata
con corte e portico, quattro torri cilindriche angolari, ancora oggi in
parte riconoscibile su tre lati. L'estinzione del ramo d'Acaja vede il
castello diventare una residenza per gli ospiti dei Savoia.
L'anno del Signore 1637 è una pietra miliare nella storia di Palazzo Madama:
la reggente del duca Carlo Emanuele II di Savoia, Maria Cristina di Francia,
volendo sottrarsi all'aria pesante della corte lo elegge come sua residenza.
Non appena insediata, commissiona importanti lavori strutturali, come la
copertura della corte (che ancora oggi si eleva un piano al di sopra del
resto della costruzione) e l'ammodernamento degli appartamenti interni.
Sessant'anni più tardi, un'altra donna forte di casa Savoia, Maria Giovanna
Battista di Savoia-Nemours (reggente di Vittorio Amedeo II di Savoia)
abiterà questo palazzo e a lei si deve l'aspetto attuale e parte del nome
del palazzo stesso, sede delle reggenze di due "Madame Reali".
Filippo Juvarra progetta per la reggente un magnifico palazzo barocco in
pietra bianca. Il progetto però non fu mai concluso - come capitò spesso
nella storia dei palazzi dei Savoia - e dopo il completamento dell'avancorpo
nel 1721 non si fece altro. Basta comunque questo scenografico ingresso per
ammirare il grandioso progetto juvarriano: sopra un piano a bugnato si eleva
alto un corpo con grandi finestroni scandito da colonne e lesene d'ordine
composito che sorreggono una trabeazione scolpita sormontata da un'elegante
balaustra decorata con vasi e statue anch'esse di marmo bianco.
L'interno contrappone invece una leggerezza quasi arcadica data soprattutto
dalla luce che penetra dai tre lati finestrati e presenta quattro colonne
centrali che sorreggono la volta della scala monumentale che porta al piano
superiore. Una maschera barocca che non nasconde l'antico castello
medioevale ma gli dona importanza e ufficialità, quale simbolo di potere.
Dalla morte dell'ultima Madama Reale che si innamorò di esso, subì pesanti
rimaneggiamenti dovuti ai diversi usi che se ne fece, da commissariato di
polizia a sede del governo provvisorio francese nelle campagne napoleoniche.
Nel XIX secolo re Carlo Alberto rincosidera l'edificio, facendolo sede della
Pinacoteca Regia e successivamente del Senato Subalpino e quindi della Corte
di Cassazione.
Verso la fine di quel secolo inizia l'interesse per la storia del Palazzo,
scavando le fondamenta e ritrovando tracce nelle architetture di costruzioni
e versioni precedenti.
Diventato sede del Museo Civico d'Arte Antica nel 1934, il castello ha visto
nel corso del Novecento lo svolgersi di numerosi restauri e ripristini, che
si concluderanno nel 2006 e che restituiranno alla città un importante
documento dei 2000 anni della sua storia.
Fonte: Wikipedia
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