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Storia di Torino
Prima dell'epoca romana, l'area di Torino fu abitata dalla popolazione dei Taurini; il nome sembra derivare non tanto dal toro - che poi divenne comunque il simbolo della città - ma dalla parola celtica tau che significa "montagna". La città si sviluppò nel I secolo d.C. sull'accampamento romano di Castra Taurinorum, che in seguito venne dedicata ad Augusto (Augusta Taurinorum) e la città attuale conserva ancora nel centro la struttura di accampamento romano, con 3-4 assi orizzontali intersecati ad angolo retto da molte vie perpendicolari. Nel 69 la città fu parzialmente distrutta da un incendio nel corso dello scontro tra gli eserciti di Otone e di Vitellio.
Nel VI secolo d.C. divenne un ducato longobardo; nel 773 fu conquistata dalle truppe di Carlo Magno e divenne una contea francese. Nel XII e XIII secolo fu un libero comune e nel 1280 passò alla Casa Savoia. Occupata dai francesi nel 1536–1562, tornò ai Duchi di Savoia con Emanuele Filiberto, il Duca Testa di Ferro, che vi trasferì la capitale del Ducato da Chambery (con il pretesto di accorciare il percorso del Cardinale Carlo Borromeo che voleva pregare sulla Sacra Sindone). All'inizio del XVIII secolo, durante le guerre per la successione spagnola, fu al centro di un lungo assedio da parte dell'esercito francese; eroe di quelle giornate fu Pietro Micca. L'assedio finì con la vittoria di Eugenio di Savoia sui francesi nel 1706. In conseguenza di tale vittoria, con il successivo Trattato di Utrecht (1713) il Ducato diventa Regno e nei decenni successivi si consolida il potere sabaudo (si veda in proposito la voce Regno di Sardegna). Inoltre, nello stesso anno, per ringraziare la Madonna per il voto fatto ed esaudito, il re fece costruire sulla collina che domina la città, una chiesa che fosse visibile da ogni angolo di Torino: la celebre Basilica di Superga. Nel 1798 Carlo Emanuele IV di Savoia fu costretto dai francesi di Napoleone ad abdicare e lasciare la città. In questo periodo la città subisce un importante trasformazione: infatti, per ordine di Napoleone, vengono abbattute le mura edificate a partire dalla metà del '500 e che avevano validamente protetto la città per oltre due secoli. Nel 1814, in seguito alle ripetute sconfitte subite dai francesi, i Savoia tornarono con Vittorio Emanuele I di Savoia.
Negli anni 1850-60, le riforme politiche e sociali e l'opera di rinnovamento di Cavour, insieme ai movimenti democratici, posero le basi per la direzione del movimento risorgimentale e del processo di unificazione nazionale.
Dopo il Risorgimento, fu capitale del Regno d'Italia dal 1861 al 1865, titolo che passò poi per un breve periodo a Firenze e infine, stabilmente, a Roma nel 1870. La perdita del ruolo centrale di capitale fu un duro colpo per la città, che dovette reinventarsi come capitale manifatturiera ed industriale, peraltro con successo anche grazie alla presenza di competenze nel settore già durante tutto l'800.
Con l'inizio del XX secolo si aprì per Torino una fase di intenso sviluppo culturale e economico. Basti citare nel 1899 la fondazione della FIAT (Fabbrica Italiana Automobili Torino), nonché di numerosissime altre industrie automobilistiche (Lancia, Diatto...) e non. L'importanza dell'industria automobilistica ha persino oscurato le numerose iniziative in altri settori: basti ricordare l'industria dolciaria (Venchi Unica), conserviera (Cirio) e cinematografica (FERT). Forte impulso alla produzione industriale si ebbe, naturalmente, con la prima guerra mondiale e successivamente anche nel periodo fascista. Di questo periodo è da segnalare la completa trasformazione della centralissima via Roma, completamente rasa al suolo insieme agli isolati circostanti e ricostruita in forme parte neobarocche e parte razionaliste.
Prima e durante la seconda guerra mondiale Torino divenne un centro nevralgico delle prime lotte sociali e dell'opposizione al fascismo. Nel 1943 fu al centro di un grande sciopero operaio, che si estese ad altre città e contribuì ad affrettare le caduta del regime. A causa della presenza di molte industrie pesanti (armamenti, veicoli, ma anche fonderie), subì pesanti bombardamenti ed estese distruzioni. Dopo la seconda guerra mondiale conobbe un ulteriore intenso sviluppo industriale, condividendo con Milano il primato del "miracolo economico", ma perse il ruolo culturale d'avanguardia svolto subito dopo la Liberazione.
I decenni successivi portano a Torino molti immigrati prima dal Veneto e poi dal Sud Italia: la città si allarga tumultuosamente raggiungendo e superando la soglia del milione di abitanti, con conseguenze anche sul piano sociale. È un'epoca in cui più di ogni altra città italiana Torino si identifica con la sua industria, ma che oggi appare decisamente una fase superata; oggi Torino è divisa tra i forti segnali di rinnovamento urbanistico e culturale e i timori di un declino economico legato alla crisi dell'industria automobilistica. Sarà sede nel febbraio 2006 delle Olimpiadi Invernali.


Fonte: Wikipedia.org