Candia - Vacanze a Candia
Vacanze Hotel Voli Autonoleggio Vuoto
 









Informazioni su Candia
Candia, dal greco Iraklio, è un municipio dell'isola di Creta appartenente alla omonima prefettura. È la più popolosa città di Creta di cui è dal 1971 la capitale regionale. È anche nota con il nome di Candia a causa dell'espressione araba Rabad al-khandaq che significa "il sobborgo del fossato".
Candia è la principale porta di accesso a Creta; Ha un aeroporto internazionale dedicato a Nikos Kazantzakis molto trafficato d'estate. Il suo porto è collegato al Pireo ed alcune delle isole Cicladi.

Storia
Si suppone che Candia sia stato uno degli scali di Cnosso in epoca minoica. Ma le sue fortune iniziarono nell'anno 824 d.C., sei anni dopo la conquista araba di Creta. La località diventò il rifugio di ribelli espulsi dall'emirato di Cordova che si dettero a una lucrosa attività di guerra di corsa ai danni dell'impero bizantino. Il generale bizantino Niceforo Foca riprese Creta nel 961 annientando la popolazione musulmana Nel 1204 In seguito agli eventi della IV crociata, la città passò sotto il dominio veneziano. Questi la mantennero fino al 27 settembre 1669, data in cui la città fu presa dagli Ottomani che la rinominarono Kania. Sotto il dominio ottomano essa non fu che una roccaforte. Nel 1889 le truppe ottomane lasciarono Creta che divenne indipendente e nel 1913 fu unita alla Grecia. Conobbe allora un forte sviluppo economico e nel 1971 scalzò Chania (La Canea) dal rango di capitale regionale.

Museo archeologico di Iraklio
Il Museo archeologico di Iraklio è unico per la conoscenza della civiltà minoica. Si trova in via Xanthoudidou 2, al centro della città in un edificio non bello ma a prova antisismica. Costruito nel 1937, l'edificio consta di 22 sale, disposte su due piani. Le collezioni seguono un ordine cronologico. Vi si trovano vari rythò (vasi per libagioni usati in funzioni religiose), oltre a plastici e ricostruzioni dei principali palazzi minoici. Al secondo piano vi sono i celebri affreschi di Cnosso parzialmente ricomposti.


Fonte: Wikipedia.org. Disponibile sotto GNU Free Documentation License