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Informazioni su Lampedusa
Il giro dell'isola di Lampedusa coinvolge alcune zone veramente suggestive, circondate da
questo particolare sapore africano che dona al luogo un fascino prezioso.
Cominciamo da Punta Guitgia e la vicina Cala omonima, per proseguire con Cala
Croce e Cala Greca e giungere ad una delle più belle e note spiagge del
posto: quella posta di fronte alla misteriosa isola dei Conigli, dove ancora
oggi troviamo le rare tartarughe marine che in tranquillità
depongono le uova e vivono in pace, protette dagli abitanti di Lampedusa. La
baia di fronte è un ottimo esempio di natura incontaminata, dove è possibile
osservare una tipica vegetazione meridionale. Spostandoci da qui verso l'ovest,
la costa si fa più frastagliata ma non meno emozionante. Abbiamo Capo Ponente,
Punta Cappellone, Cala Grecale, Cala Pisana, Punta Sottile, Cala Creta e Cala Moluk, luoghi che sono meglio apprezzati dalla barca, dalla quale è possibile
vederne tutta la bellezza.
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Storia di Lampedusa
Lampedusa è stata luogo di sosta per Fenici, Greci, Romani e Arabi che hanno
lasciato traccie ben evidenti del loro passaggio. I Romani sfruttarono
Lampedusa per impiantarvi uno stabilimento per la lavorazione del pesce e
per la produzione del garum, una salsa di pesce molto diffusa in età
imperiale. Gli Arabi sono coloro che lasciarono più impronte su quest'isola
perchè, dediti come erano alla pirateria, la utilizzarono come approdo anche
molto tempo dopo la cacciata ufficiale dalla Sicilia.
Successivamente, per un lungo periodo, l'isola rimase in tranquilla attesa
di nuovi abitanti. Nel 1630 Giulio Tomasi, avo dell'autore del Gattopardo,
fu insognito da Carlo II di Spagna del titolo di principe di Lampedusa e
Linosa. Un secolo dopo, la famiglia Tomasi chiese ai Borbone un congruo
finanziamento per poter condurre sulle isole dell'arcipelago le opere
necessarie al ripopolamento. Nell'800 i Tomasi cedettero le Pelagie a
Ferdinando II di Borbone. Costui non fece un acquisto avventato e riuscì,
forse fascino della corona, a insediarvi circa 150 anime dislocate tra
Lampedusa e Linosa.
Nel 1860 gli isolani si ritrovarono sudditi del tanto agognato Regno
d'Italia, anche se la notevole distanza delle Isole non favorì subito
interventi volti a promuoverne lo sviluppo economico e sociale. Nel 1872 vi
fu impiantata una colonia penale, poi soppressa nel secolo successivo.
Negli anni '60 del XX secolo Lampedusa è stata collegata dalla linea
telefonica con la terraferma, ed è stata costruita una centrale elettrica e
l'aeroporto; nella parte occidentale, è presente una base NATO.
Negli ultimi anni, a parte l'attenzione missilistica del colonnello Gheddafi
per Lampedusa, che il 15 aprile 1986 lanciò due missili SCUD diretti contro
obbiettivi americani che caddero ad appena 2 km dalle coste lampedusane, le
Pelagie sono state completamente rivalutate, grazie alla bellezza del mare
ed alla loro selvaggia ed affascinante natura. Attualmente l'isola di
Lampedusa è balzata alla cronoca perchè primo approdo di migliaia di
clandestini nord-africani diretti verso l'Europa.
Nel mese di settembre del 2003, 2004 e del 2005 si è tenuto sull'isola un
concerto-evento dal come O'Scia, organizzato da Claudio Baglioni, con
numerosi ospiti italiani e stranieri, per sensibilizzare la gente sul
problema dell'immigrazione clandestina.
Nel 2002 sull'isola è stato girato il film Respiro, con l'attrice Valeria
Golino e la regia di Emanuele Crialese.
Come raggiungere Lampedusa
Da Porto Empedocle si può prendere la nave per le Pelagie imbarcando anche
l'auto e raggiungere Lampedusa in 8 ore. E' previsto un solo collegamento
giornaliero da Porto Empedocle (7 km. da Agrigento) per Lampedusa, via
Linosa. Per la tratta di andata, la traversata è notturna, la nave parte
infatti ogni sera alle 24:00, salvo maltempo o giornata di riposo, ed
arriva, dopo una sosta di 30/40 minuti per operazioni di scarico a Linosa,
alle 8:15 a Lampedusa. Vi è la possibilita di prenotatre il pernottamento in
cabina. Per il ritorno invece la traversata è diurna, la nave parte da
Lampedusa ogni mattina alle 10:30 ed arriva a Porto Empedocle alle 18:00.
Il collegamento con Linosa e la Sicilia
è assicurato, da luglio a settembre, anche dagli aliscafi due volte al
giorno.
A causa dei forti venti e del mare mosso, nei mesi invernali i collegamenti
con Lampedusa sono assicurati quasi esclusivamente dall'aeroporto. Da
Palermo e
Catania il servizio aereo è
garantito tutto l'anno, inoltre da luglio a settembre vengono istituiti voli
diretti da Trapani, Roma, Milano,
Verona e
Bologna.
Giro dell'isola
In circa 4 ore, con il mare calmo, si può effettuare il periplo dell'isola.
Si parte dal porticciolo e, procedendo verso ovest, si incontra l'insenatura
in cui si trova la spiaggia della Guitgia. Oltrepassata Punta della Guitgia,
che chiude ad ovest l'insenatura del porto, il tratto di costa successivo e
tutto un susseguirsi di punte e cale: Cala Croce e Cala Madonna,
particolarmente profonde, Cala Greca e Cala Galera con la sua grotta.
Dopo un tratto di costa più alta, che sormonta la splendida Baia della
Tabaccara, si giunge in vista dellIsola dei Conigli che dista poche decine
di metri dalla costa dove si trova la bellissima spiaggia omonima. Subito
dopo si trova la splendida Cala Pulcino e il Vallone dell'Acqua.
Doppiato Capo Ponente, si fronteggia il versante settentrionale dell'isola
dalla coste alte, frastagliate e poco accessibili ma spettacolari. Prima di
Punta Parise si apre una grandissima grotta dall'angusta entrata che
consente l'accesso soltanto a nuoto; all'interno una piccola e deliziosa
spiaggia di sabbia. Ha inizio da qui un tratto di costa ricco di segrete
insenature e anfratti nascosti entro cui l'acqua gioca con la luce creando
effetti di grande suggestione. Le acque antistanti sono caratterizzate dalla
presenza degli Scogli Pignolta, Sacramento e Faraglione, detto La Vela per
la sua forma caratteristica. Seguono Punta Muro, Punta Cappellone che scende
a strapiombo sul mare, Cala Ruperta, Punta Taccio Vecchio e Punta Alaimo che
marcano un lungo litorale particolarmente selvaggio, da ammirare in
silenzio, dalle acque eccezionalmente ricche di pesci.
Si giunge quindi al faro di Capo Grecale doppiato il quale si costeggia una
grande baia che ospita numerose cale dalle spiaggie accoglienti:Cala
Calandra, dove il mare è quasi sempre calmo tanto da farle meritare
l'appellativo di Mare Morto, Cala Creta, Cala Pisana e Cala Uccello
frequentatissime dalla imbarcazioni e dai sub attratti dalla varietà della
fauna ittica che comprende anche mante e delfini. Superate Punta Parrino,
che chiude il golfo, e Punta Sottile (estremo geografico meridionale della
Repubblica Italiana) si aprono le cale del versante meridionale: Cala
Francese, un'insenatura stretta e profonda in fondo alla quale si trova una
bella spiaggia purtroppo un pò rumarosa a causa del vicino aeroporto, e,
dopo Grottacce così chiamata per la presenza di numerose grotte, l'ampia
Cala Maluk detta anche Cala Spugna.
Aggirata Punta Maccaferri si è di nuovo nell'ampia insenatura che accoglie
il porto e che comprende a sua volta una serie di punte e calette: il
promontorio del Cavallo Bianco, Cala Palma, Punta della Sanità e Punta
Favolaro.
Fonte:Wikipedia.org
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