Saonicco - Vacanze a Salonicco
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Informazioni su Salonicco
Salonicco (in greco Θεσσαλονίκη, Thessaloniki), o Tessalonica, è la seconda città della Grecia per numero di abitanti, e la prima e più importante della regione greca della Macedonia. È inoltre il capoluogo della Prefettura di Salonicco, e della Regione UE (o dell'equivalente periferia greca) della Macedonia Centrale. L'area metropolitana ha un totale di circa un milione di abitanti, e giace su una baia del Golfo Termaico alla testa della penisola calcidica.

Storia - Antichità
La città venne fondata attorno al 315 a.C. da Cassandro, Re dei Macedoni, nelle vicinanze o sul luogo dove sorgeva l'antica città di Therma e diversi altri villaggi. Cassandro le diede il nome di sua moglie Tessalonica, che era anche sorellastra di Alessandro Magno. Ella venne così chiamata dal padre, Filippo II di Macedonia, per commemorare la sua nascita nel giorno in cui egli ottenne una vittoria (nike) sui Tessalici.
Dopo la caduta del regno di Macedonia, nel 146 a.C., Salonicco entrò a far parte dell'Impero Romano. Divenne un importante centro commerciale sulla Via Ignazia, una strada romana che collegava Bisanzio (in seguito Costantinopoli, oggi Istanbul) con Durrachium (l'odierna Durazzo, in Albania). La città divenne capitale di uno dei quattro distretti romani di Macedonia, ed era governata da un Pretore. Ospitava una considerevole colonia ebraica e fu uno dei primi centri della cristianità. Nel suo secondo viaggio missionario, San Paolo predicò nella sinagoga della città, la principale in quella parte di Macedonia, e gettò le fondamenta di una chiesa. L'opposizione nei suoi confronti da parte degli ebrei lo costrinse a lasciare la città e a trovare rifugio a Veria.
Salonicco ottenne un santo patrono, San Demetrio, nel 306 d.C. Egli era un proconsole romano di Grecia sotto l'imperatore Massimiano, e venne martirizzato a Sirmium, nell'odierna Serbia. Le sue reliquie sono tutt'ora ospitate e venerate a Salonicco.
Quando l'Impero Romano venne diviso in una parte orientale ed una occidentale, governate rispettivamente da Bisanzio/Costantinopoli e Roma, Salonicco ricadde sotto il controllo dell'Impero Romano d'Oriente. La sua importanza era seconda solo alla stessa Costantinopoli. Nel 390, dopo una rivolta contro l'imperatore Teodosio I e le sue nuove politiche di condanna dell'omosessualità, conseguenti all'adozione del cristianesimo, tra i 7.000 e i 15.000 cittadini di Salonicco vennero uccisi per vendetta nell'ippodromo. Un atto per cui Teodosio si guadagnò una scomunica temporanea.

Storia - Medioevo
Ripetute invasioni barbariche successive alla caduta dell'Impero romano, lasciarono la Macedonia spopolata, e la stessa Salonicco fu oggetto di attacchi degli Slavi nel VII secolo. Questi non riuscirono a catturare la città, ma una considerevole comunità slava vi si insediò. I fratelli San Cirillo e San Metodio nacquero a Salonicco, e l'imperatore Michele III, affermando che "gli abitanti di Salonicco parlano lo slavonico abbastanza bene", li incoraggiò a visitare le regioni slave settentrionali come missionari. Lo slavonico meridionale da essi usato divenne la base dell'antico slavonico eclesiastico. Nel IX secolo, i bizantini decisero di spostare il mercato per i prodotti provenienti dalla Bulgaria da Costantinopoli a Salonicco. Lo Zar Simeone I di Bulgaria invase la Tracia, sconfisse un esercito bizantino e costrinse l'impero a riportare il mercato a Costantinopoli.
La città venne occupata dai Saraceni nel 904 e dai Normanni di Sicilia nel 1185, con notevoli distruzioni e perdite di vite umane in entrambe le occasioni. L'Impero Bizantino ne perse realmente il controllo nel 1204, quando Costantinopoli venne conquistata dalla Quarta Crociata. Salonicco ed il territorio circostante (il Regno di Tessalonica), divennero il feudo più grande dell'Impero Latino, che occupava gran parte della Grecia settentrionale e centrale. La città venne data dall'imperatore Baldovino I al suo rivale Bonifacio I del Monferrato, ma nel 1224 venne conquistata da Michele Ducas, il despota greco d'Epiro. La città venne ripresa dall'Impero Bizantino nel 1246, ma, incapace di difenderla dalle invazioni dell'Impero Ottomano, il despota bizantino Andronico Paleologo fu costretto a venderla alla Repubblica di Venezia, che la tenne fino a quando venne catturata dal sultano ottomano Murad II nel 1430.

Storia - Epoca moderna
Salonicco, ribattezzata Selânik, rimase sotto controllo ottomano fino al 1912 e divenne una delle città più importanti dell'impero, dotata di un grande porto costruito nel 1901. Il fondatore della Turchia moderna, Kemal Atatürk, nacque a Salonicco nel 1881, e il movimento dei Giovani Turchi ebbe qui il suo quartier generale all'inizio del XX secolo. La città era estremamente multiculturale; dei suoi 130.000 abitanti a inizio secolo, circa 60.000 erano ebrei sefarditi, i cui antenati erano stati espulsi dalla Spagna e dal Portogallo dopo il 1492. Erano presenti anche alcuni ebrei romanioti. La lingua quotidiana parlata in città era il Ladino giudeo-ispanico, un linguaggio giudaico derivato dal castigliano del XV secolo. (Si veda Espulsione degli ebrei dalla Spagna). Il giorno di riposo settimanale in città era il sabato, lo Shabbat ebraico. Turchi, greci, bulgari e albanesi componevano la maggior parte del resto della popolazione.
Salonicco fu la principale preda della prima guerra dei Balcani del 1912, durante la quale venne conquistata dalla Grecia. Re Giorgio I di Grecia venne assassinato a Salonicco nel marzo del 1913. Durante la prima guerra mondiale, una grossa forza di spedizione alleata venne sbarcata a Salonicco, per usare la città come base per un offensiva contro la Bulgaria alleata della Germania. Vi venne stabilito un governo provvisorio pro-alleati, guidato da Eleftherios Venizelos, contro il volere del Re di Grecia, tedesco e a favore della neutralità.
Nel 1917 gran parte della città venne distrutta da un grande incendio di origine socnosciuta, probabilmente accidentale. Venizelos proibì la ricostruzione del centro cittadino fino a quando non fosse stato pronto un progetto moderno. Questo venne completato pochi anni dopo dall'architetto e archeologo francese Ernest Hebrard. Il progetto di Hebrard spazzò via le caratteristiche orientali di Salonicco e la trasformò in una città di stile europeo.
Una conseguenza dell'incendio fu la distruzione delle abitazioni e dei beni di quasi metà della popolazione ebraica, che fu costretta ad emigrare. Molti si recarono in Palestina, alcuni salirono sull'Orient Express in direzione Parigi, altri ancora emigrarono in America. Gli ebrei emigrati vennero rapidamente rimpiazzati dai profughi di un altro disastro pochi anni dopo la guerra, quando grandi numeri di greci etnici vennero espulsi dalla Turchia nel 1922 a seguito della Guerra Greco-Turca. La città di conseguenza si espanse enormemente. Venne soprannominata "La capitale dei rifugiati" (I Protévoussa ton Prosfígon) e "Madre dei poveri" (Ftohomána), ed ancora oggi la cultura e gli abitanti hanno caratteristiche distintamente Anatolica.
Salonicco cadde davanti alle forze della Germania Nazista nel 1941 e rimase sotto occupazione tedesca fino al 1944. La città subì notevoli danni a causa dei bonbardamenti alleati, e quasi tutta la popolazione ebraica venne sterminata dai nazisti. La città venne ricostruita abbastanza rapidamente dopo la guerra, ma nel 1978 venne gravemente danneggiata da un terremoto.
Salonicco è stata Capitale Europea della Cultura nel 1997.
La città ha due università: la Università Aristotele di Salonicco, la più grande università greca (fondata nel 1926) e l'Università di Macedonia.

La Torre Bianca
La Torre Bianca di Salonicco è uno dei principali monumenti della città. Sovrasta il porto ed è tuttora inserita in un parco abbastanza recente. Ospita spesso esibizioni e mostre.
La popolazione ricorda che la torre è stata costruita sotto la dominazione del califfato Turco con il lavoro ed il sangue dei bambini greci. Il colore originario era il Rosso. Dopo la liberazione della città la popolazione decise di colorare la torre di bianco per ricordare l'innocenza delle vittime del dominio Turco.

Arco di Galerio
L'arco di Galerio fu eretto a Tessalonica (attuale Salonicco, in Grecia) nel 296 per celebrarne il trionfo contro il re persiano Narsete. Su di esso vi è raffigurato Galerio in vari momenti della battaglia Persiana: ora mentre è a cavallo e calpesta i soldati di Narsete, ora mentre offre un sacrificio agli dei per ringraziarli della vittoria, ora mentre entra in una città. Si vedono poi immagini simboliche dei tetrarchi tra gli dei Olimpici: sull'Arco di Galerio i tetrarchi vengono rappresentati in modo identico come metafora della concordia e la "fratellanza" tra i 4 principi. Nell'arco c'è una narrazione con una serie di storie, ognuna giustapposta all'altra. Si vedono i due imperatori in trono ed i due Cesari in piedi: l'imperatore seduto ha più autorità e più poteri. La cattedra su cui siede l'imperatore è trascinata da un carro e poggia sulla personificazione della Terra. Scena con "adventus" o viaggio: l'adventus comportava delle cerimonie che potevano prevedere anche la costruzione di un arco. L'adventus era l'arrivo in una città. È una struttura pesante e c'è pesantezza espressiva. Ci sono fregi animali e vegetali che separano i vari registri e sottolineano le scene principali. Sono raffigurate due città, una di partenza ed una di arrivo, forse proprio Salonicco.

Tomba di Galerio

La tomba di Galerio si trova a Salonicco, è un mausoleo protobizantino, di forma circolare trasformato in chiesa (Rotonda di San Giorgio) sotto Teodosio. L'edificio appartiene ad un nucleo che comprende il palazzo e l'ippodromo, come riscontrato ad esempio a Spalato, Costantinopoli e Nicomede. Non fu mai utilizzato: il corpo di Galerio infatti, ormai già decomposto a causa di una cancrena che lo portò alla morte, fu interrato in Dacia. Come nel caso della Colonna di Traiano, che accoglieva nel basamento le ceneri di Traiano, la tomba imperiale fu collocata eccezionalmente all'interno delle mura cittadine.
La calotta centrale è decorata con mosaici raffiguranti teste di Cristo e angeli, mentre il tamburo ospita pannelli allusivi alla Gerusalemme celeste. Tra i particolari della complessa architettura interna, alcune edicole riferibili a parti absidali di altre chiese, con raffigurazioni di simboli e dogmi in discussione nei dibattiti teologici dell'epoca, tra cui una colomba con corona (Trinità, Dio, Impero), alcune pecore (fedeli) e l'agnello (Cristo).

Link
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